Una pista di pattinaggio salverà l’Artico
Da una tradizione olandese arriva una possibile soluzione per aiutare l’Artico e il problema dello scioglimento dei ghiacci.

Il riscaldamento dell’Artico sta devastando clima ed ecosistema, ma dall’Olanda arriva un’antica idee per ripristinare i ghiacci in via di scioglimento.
Proprio come gli IJsmeesters olandesi

Ogni inverno, quando le temperature scendono, gli IJsmeesters nei villaggi olandesi sono soliti allagare un campo con l’acqua formando uno strato fino a creare una pista di pattinaggio.
Gli IJsmeesters sono i cosiddetti maestri del ghiaccio, responsabili dell’allestimento delle piste da ghiaccio olandesi.
Arctic Reflections, una start-up olandese vuole usare questa particolare tecnica per arginare il problema dello scioglimento dei ghiacci nell’Artico.
Il progetto contro lo scioglimento dei ghiacci nell’Artico
Fonger Ypma, amministratore delegato di Arctic Reflections spiega il progetto
Durante il freddo, gli IJsmeesters iniziano una frenetica corsa per organizzare la prima una maratona di pattinaggio su ghiaccio.
Allagano un prato con uno strato sottile che diventa ghiaccio e ogni notte applicano altri sottili strati sopra di esso. Raggiunto un certo spessore, è possibile pattinare. È il nostro patrimonio culturale!
I primi test
Ypma ha unito recentemente le forze con Real Ice, una start up dell’Università di Bangor effettuando una serie di test sul campo a Iqaluktuuttiaq (il nome inuit per Cambridge Bay), Nunavut, Canada.
Con l’ausilio di una pompa ad acqua alimentata a celle, a combustibile, a idrogeno da 600 watt è stato possibile perforare il ghiaccio pompando acqua di mare e lasciando agire le temperature di circa -50°C (-58°F) che l’hanno congelata in superficie.
Andrea Ceccolini, co-amministratore delegato di Real Ice ha dichiarato
Al momento il ghiaccio è spesso circa un metro. Congelando nuovamente lo strato superiore, dove c’è la neve, aggiungeremo da 10 a 20 cm. Dopo di ciò, il ghiaccio diventerà più spesso perché stiamo rimuovendo lo strato nevoso, che limita ulteriormente la crescita.
L’idea di Ceccolini è di sviluppare un drone subacqueo che possa navigare nell’acqua a -1,5°C, rilevare lo spessore del ghiaccio, pompare acqua se necessario, rifornirsi e spostarsi al punto successivo.
Se siamo in grado di dimostrare questo su 100 chilometri quadrati al giorno con 50 droni, possiamo confermare che questa tecnologia può essere efficacemente estesa af una superficie molto più ampia.
Tecnologia e filantropia
L’obiettivo è anche locale: ripristinare il ghiaccio marino in un luogo il cui nome in inuit significa un luogo di buona pesca.
Una parte significativa del nostro successo sarà determinata da quanto bene coinvolgiamo la comunità locale
Questo è ciò che ha affermato il co-amministratore delegato, Cian Sherwin, che vorrebbe proporre la tecnologia ai proprietari terrieri indigeni con una forma di finanziamento filantropico.
L’obiettivo di Arctic Reflections
L’obiettivo principale di Artic Reflections è aumentare l’”albedo” – ovvero il candore del ghiaccio – e la sua capacità di riflettere i raggi del sole verso l’atmosfera.
Inoltre la startup olandese vuole studiare le correnti artiche e comprendere come potrebbero diffondere ghiaccio addensato in posizioni strategiche.
Potrebbe potenzialmente salvare da 100.000 a 1.000.000 di km quadrati di ghiaccio dallo scioglimento estivo con un massimo di 1.000 installazioni!
Tuttavia ci sono domande ancora senza risposta:
- come reagirà il ghiaccio più sottile di tre metri all’allagamento?
- il ghiaccio più spesso durerà?
Lo scioglimento dei ghiacci è un problema concreto che porta diverse conseguenze tra cui l’estinzione possibile degli orsi polari.
Quella di Arctic Reflections è una buona partenza, da qualche parte dovremo iniziare!