L’UE bacchetta gli Stati membri sui PNIEC. Italia promossa con riserva.

La Commissione UE ha valutato negativamente le ultime bozze dei PNIEC degli Stati membri e anche l’Italia sarà chiamata a migliorare alcuni aspetti in vista del Piano definitivo. 

Bandiera, Ue
Photo by Pexels – Pixabay

Non arrivano buone notizie da parte della Commissione europea per quanto riguarda i Piani Nazionali Energia e Clima (PNIEC) degli Stati membri. Si allontanano gli obiettivi da raggiungere entro il 2030. 

Notevole ritardo rispetto agli obiettivi stabiliti

Emissioni
Photo by Pixource – Pixabay

La Commissione europea ha espresso un parere negativo in merito all’ultimo aggiornamento dei Piani Nazionali Energia e Clima dei 27 Stati membri. Dal quadro generale emerge infatti un vistoso ritardo nelle azioni da intraprendere per raggiungere entro il 2030 gli obiettivi climatici stabiliti dall’UE.

Nel dettaglio si evince che per quanto riguarda ad esempio le emissioni di gas serra, le iniziative proposte porterebbero a una riduzione del 51% entro la fine di questo decennio, a fronte di un target comunitario di almeno il 55%. Un’altra differenza sostanziale è presente negli obiettivi sull’emissioni derivanti dall’uso del suolo, dove è presente una forbice compresa tra meno 40 e meno 50 MtCO2eq rispetto all’obiettivo di meno 310 MtCO2eq previsto del regolamento LULUCF. Anche in tema di efficienza energetica i PNIEC inviati a Bruxelles appaiono insufficienti: con gli impegni previsti attualmente, i 27 Paesi potrebbero ridurre il consumo finale di energia soltanto del 5,8% circa. Praticamente 6 punti percentuali in meno rispetto all’obiettivo dell’11,7% entro il 2030 stabilito dalla nuova direttiva EED.

Per quanto riguarda invece l’energia rinnovabile, gli attuali Piani nazionali Energia e Clima garantirebbero una quota che spazia tra il  38,6-39,3% di FER nel mix energetico, mentre il traguardo fissato dall’Unione entro la fine del decennio è pari al 42,5%.

E’ fondamentale quindi una rapida accelerazione in grado di colmare queste differenze. Entro il 30 giugno 2024 dovranno infatti essere consegnati i Piani definitivi e per quella data si spera che i 27 Paesi siano stati in grado di aggiornarli in maniera adeguata.

PNIEC: l’UE promuove parzialmente l’Italia

Fotovoltaico
Photo by PublicDomainPictures – Pixabay

In linea con quanto deciso alla COP 28 di Dubai, la Commissione ha sottolineato inoltre l’importanza e l’urgenza di:

Eliminare gradualmente l’uso dei combustibili fossili nella produzione di energia, in particolare dei combustibili fossili solidi. La persistenza dei sussidi ai combustibili fossili in tutti gli Stati membri, compresi i trasporti, è identificata come un altro ostacolo al percorso dell’Ue verso la neutralità climatica.

Per quanto riguarda l’Italia il Piano è stato promosso soltanto in parte. Buone notizie arrivano dal fronte rinnovabili, dove il contributo italiano all’obiettivo generale prefissato dall’UE, equivale al 40,5% nel consumo finale lordo di energia. Una percentuale leggermente superiore al 39% stabilito dal regolamento di Bruxelles.

Anche per quanto riguarda l’efficienza energetica, il PNIEC del Belpaese è definito positivo dalla Commissione, soprattutto in merito al risparmio energetico e agli obblighi del settore pubblico.

In generale le critiche si focalizzano invece su ricerca, innovazione e competitività. L’Italia sarà inoltre chiamata a fornire nel Piano definitivo un disegno a lungo termine in materia di rinnovabili, con una prospettiva fino al 2040, inserendo:

Politiche e misure dettagliate e quantificate in modo da consentire un raggiungimento tempestivo ed economicamente vantaggioso del contributo nazionale all’obiettivo vincolante di almeno il 42,5% di rinnovabili a livello Ue nel 2030.

In più il governo italiano dovrà descrivere in maniera dettagliata il percorso grazie a al quale si potrà facilitare ulteriormente l’autorizzazione ai progetti Fer, attraverso procedure più veloci e semplici.

L’Italia dovrà moltiplicare gli sforzi anche in tema di emissioni, con politiche e provvedimenti aggiuntivi nei settori di trasporti, edilizia, e agricoltura. Sarà necessario tenere sotto controllo anche le emissioni differenti dall’anidride carbonica, come metano, N2O e gas fluorurati che derivano dai processi industriali.  Inoltre bisognerà identificare il numero di emissioni CO2 che potrebbero essere catturate ogni anno fino al 2030, includendo la fonte generatrice.

PNIEC, Italia promossa con riserva: foto e immagini