Trattato sulla plastica: un nuovo incontro riapre la discussione da far approvare all’ONU

Autore:
Fabiola Criscuolo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Ottawa è la città scelta per discutere del nuovo Trattato sulle plastiche, un documento che richiede l’approvazione ONU e che si pone l’obiettivo di affrontare l’inquinamento dovuto a questo materiale. L’obiettivo è di diminuire la produzione e lo smaltimento del materiale.

Plastica
Photo by TheDigitalArtist – Pixabay

Da anni siamo tutti ben consapevoli di come, tra i diversi materiali da rifiuti, la plastica sia quella più dannosa, causa del suo ciclo di vita molto lungo e dello smaltimento non sempre adeguato a cui è sottoposta.

Già con l’accordo sul clima stilato a Parigi nel 2015, i leader mondiali si erano posti l’obiettivo di una soluzione, stilando un testo ambizioso mai portato davvero a termine. Ora, a Ottawa in Canada, è in corso un quarto round di negoziati, con lo scopo di stilare un Trattato sulla plastica e affrontare il problema dell’inquinamento.

Trattato sulla plastica: una soluzione che copre tutto il ciclo di vita

Plastica
Photo by TheDigitalArtist – Pixabay

Affrontare il problema dell’inquinamento dovuto dalle plastiche non è facile, ma il nuovo Trattato in discussione si pone l’obiettivo di coprire il ciclo di vita di questo materiale in tutta la sua interezza. Saranno quindi effettuati maggiori supervisioni non solo sullo smaltimento, ma anche sulla fase produttiva, allo scopo di limitare la problematica su scala mondiale.

Il lavoro dei diplomatici non è però facile, causa anche gli interessi in ballo. L’industria della plastica rappresenta a oggi una percentuale significativa delle emissioni globali di carbonio, e la sua produzione è destinata a triplicare entro il 2060 se non si attueranno misure per limitarla. Eppure proprio questo limite rappresenta un punto di conflitto per diversi paesi.

Arabia Saudita, Iran e Cina, configurandosi come i maggiori produttori di plastiche, si oppongono ai limiti di produzione scontrandosi con l’idea di alcuni paesi dell’Unione Europea e Giappone che contrariamente sostengono misure ambiziose per ridurre l’inquinamento entro il 2040, limitando in modo considerevole anche l’utilizzo delle plastiche monouso. Più neutrali si rivelano essere gli Stati Uniti, che preferiscono approcci non vincolanti simili all’Accordo di Parigi sul clima.

Misure ambiziose per un mercato inquinante

Plastica
Photo by Hans – Pixabay

Il testo in discussione a Ottawa è solo una bozza frutto di altri incontri e negoziati che hanno evidenziato già la spazzatura dei paesi in merito ai limiti della produzione di plastiche. La stessa industria chimica, riunita nel gruppo denominato Global Partners for Plastics Circularity, sostiene che limitare la produzione aumenterebbe i prezzi dei prodotti e suggerisce di concentrarsi sul riciclo e il riuso anziché sulla limitazione della produzione. Una delle alternative prevederebbe anche l’utilizzo di tecnologie in grado di trasformare la plastica in carburante, sebbene ancora non sia un’alternativa rappresentabile.

Per affrontare tutti questi attriti sono molte le sfumature inserite nel Trattato, al punto da far crescere in modo considerevole le pagine della bozza. Non resta quindi che attendere l’ultimo ciclo di trattative, previste per dicembre a Busan, in Corea del Sud, per comprendere come evolverà la discussione.

Trattato sulla plastica: immagini e foto

Ridurre l’inquinamento causato dalla plastica è sempre più un’esigenza di interesse mondiale. Proprio in questi giorni è infatti in corso una delle discussioni relative al Trattato che dovrebbe prevedere una riduzione di questo rifiuto nel minor tempo possibile.