Tragedia in Botswana: oltre 350 elefanti trovati senza vita
Sono più di 350 gli esemplari deceduti in Botswana, probabilmente a seguito da un avvelenamento delle acque.

Un disastro di conservazione: così sono state definite dagli scienziati le morti rinvenute di più di 350 esemplari di elefante nel delta dell’Okavango in Botswana. Le prime carcasse sono state individuate nel nord-est del Botswana già a maggio del 2020, ma non si era capito il motivo di decessi inizialmente. Svariate sono state le teorie proposte, dall’avvelenamento da cianuro a malattie sconosciute.
I ritrovamenti hanno destato molta preoccupazione a causa dell’alto numero di esemplari trovati senza vita. Si tratta della più grande scomparsa di elefanti mai documentata, come fa notare Davide Lomeo, dottorando in geografia presso il King’s College di Londra.
Un articolo pubblicato di recente sulla rivista Science of the Total Environment suggerisce la causa della moria di elefanti. Secondo questo articolo, infatti, gli esemplari sono stati avvelenati dall’acqua che conteneva cianobatteri, i quali possono sviluppare tossine che vengono disperse in acqua. L’alta temperatura delle acque favorisce la proliferazione di questi batteri, contaminando le acque e rendendole tossiche.
Perché gli elefanti sono morti in Botswana?

Per analizzare la distribuzione delle carcasse rispetto ai punti di abbeveraggio, i ricercatori hanno utilizzato dati satellitari. In base ai dati, il team ha ipotizzato che gli elefanti abbiano camminato poco più di 100 km dalle pozze d’acqua alle quali si erano abbeverati, per poi morire nel giro di 88 ore. I ricercatori, poi, hanno analizzato 3.000 pozze d’acqua, individuando quelle che presentavano una maggiore presenza di cianobatteri. Incrociando i dati, sono giunti alla conclusione che le pozze d’acqua contaminate erano anche quelle con più alte concentrazioni di carcasse nelle vicinanze.
Questo mette in allarme per la tendenza delle malattie improvvise causate dai problemi climatici. Sempre nel 2020, infatti, in Zimbabwe, 35 elefanti sono morti a causa di un batterio sconosciuto, legato alla prolungata siccità. Gli esperti avvertono che gli eventi di mortalità di massa stanno diventando sempre più ricorrenti a causa del riscaldamento globale. Ciò potrebbe portare all’estinzione di molte specie.
Ritornando alla presenza di cianobatteri che hanno causato la morte degli elefanti in Botswana, anche in questo caso c’entrano i cambiamenti climatici. Infatti, grazie all’instabilità climatica che ha portato un anno di straordinaria aridità (2019) seguito da un anno particolarmente piovoso (2020), c’è stata maggiore proliferazione di questi batteri. E così, sono deceduti moltissimi esemplari di elefante. Lomeo ha commentato ciò, dicendo:
È molto triste che così tanti elefanti sono morti, ma ciò suggerisce che questa tendenza globale di improvvise malattie indotte dal clima… ci sono prove convincenti che ciò potrebbe accadere di nuovo a qualsiasi animale.
L’importanza dello studio

Il dottor Niall McCann, direttore della conservazione presso l’organizzazione benefica britannica National Park Rescue, ha detto:
Questo studio fornisce una spiegazione convincente per la morte di massa degli elefanti che ha scioccato il mondo nel 2020.
McCann spiega come il cambiamento climatico danneggi non soltanto la fauna selvatica, ma anche il bestiame e le persone. Ciò può accadere tramite la disponibilità d’acqua o con la proliferazione di batteri e alghe nocive agevolate dalla presenza di condizioni climatiche favorevoli.
Oltre a esporre una tesi convincente riguardo la causa della morte degli elefanti, lo studio sottolinea anche una necessità di monitoraggio della qualità dell’acqua.