Terremoto in Kamchatka: allarme tsunami nel Pacifico
Terremoto violento nella penisola della Russia orientale a largo del Pacifico, a distanza limitrofa da Usa e Giappone ha fatto subitamente scattare lo status d’emergenza. Allerta tsunami per l’intero emisfero oceanico, ondate alte fino a 5 metri. Scosse avvertite anche a Fukushima, durante i lavori di smantellamento dell’ex sito nucleare.

Terremoto di Kamchatka
Potente scossa di terremoto di magnitudo 8.8 di scala Richter e dalla profondità di oltre 20 km è quanto avvenuto nella costa orientale russa, nella penisola di Kamchtka. Il fenomeno si è verificato alle ore locali 11.25 (1.25 in Italia). Una scossa dalla violenza inarrestabile, arrivando a destare l’allerta di pericolo tsunami per tutta l’area oceanica del Pacifico.
Infatti, come reso noto dall’ente d’informazione BBC l’intera zona è stata teatro di eventi tutti richiamanti alla memoria ben più tragici disastri naturali. Per tutta l’estensione costiera russa, fino alle sponde nipponiche ed americano il pericolo tsunami è stato vivissimo. Onde fino a 5 metri hanno sommerso la città russa di Svero-Kurlisk, nelle Hawaii invece il livello d’altezza delle onde non ha superato 1.2.
Ad essere stata colpita principalmente è stata l’area portuale della regione di Sakhalin, dove l’inondazione e le scosse hanno provocato numerosi feriti e sfollati. Va infatti segnalato che dal 1952 la zona non ha grandi insediamenti, proprio a causa di un altro violento disastroso terremoto di magnitudo 9 che desertificò quasi la regione.
Solo intorno alle ore 11.oo (ora italiana) l’allerta tsunami è rientrata nella zona delle Hawaii, persiste il pericolo per gli Usa. Come reso noto dalla Protezione Civile statunitense, nell’area di Los Angeles si sono registrate onde alte attorno ai 40 cm che metterebbero a rischio l’incolumità di case e persone con inondazioni e allagamenti.
Il fantasma nero dello tsunami
A far alzare il pericolo tsunami è stato l’impatto che il fenomeno ha fatto registrare sulla scala Richter, pari a magnitudo 8.8, registrandosi come il sesto più violento della storia. A ben vedere, si nota come il terremoto di Kamchatka superi quello più drammatico avvenuto nel 2011 in Giappone dove l’esito nefasto coinvolse la centrale nucleare di Fukushima.
Uno spettro o un incubo per il Giappone che è tornato a galla. L’estensione delle forti scosse e le ondate gigantesche per tutta l’area del Pacifico ha toccato anche il vicino arcipelago del Sol Levante. Oltre alle terre statunitensi di Alaska e Hawaii, le coste giapponesi hanno visto onde alte tra i 3-4 metri. Nel mentre proprio nella zona di Fukushima sono stati disposti ed attivati piani di evacuazione per permettere la messa in salvo degli operai impiegati nello smantellamento dell’ex centrale nucleare.
Terremoto e tsunami

I recenti disastri naturali verificatesi nell’oceano Pacifico è l’ultimo di una ben più ampia lista nera che ha visto protagonista la storia. Il terremoto e l’allerta tsunami sono infatti interconnessi e speculari. La vicinanza del terremoto nella penisola russo orientale all’area pacifica, ha inevitabilmente acceso la spia rossa. Proprio il carattere anomalo dettato dalla frequenza di sequenza e dalle sue dimensioni attorno o superiori ai 3 metri, hanno richiamato quello avvenuto oltre un decennio fa nella medesima area, sul versante giapponese.