Temperature record in città: 4 strategie proposte da Legambiente

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

Nel 2025 in Italia si è vissuto un’estate da bollino rosso in città e aree urbane, dove le temperature sono arrivate a livelli incredibili e dove l’umidità è sempre più alta. Legambiente, per risolvere il problema, propone 4 interventi mirati che toccano diversi settori, dall’edilizia all’urbanistica.

Caldo record
Autore: Rosy / Bad Homburg / Germany da Pixabay

Con il cambiamento climatico le estati italiane stanno diventando sempre più roventi, e i dati registrati per il 2025 confermano il trend iniziato negli anni passati. I mesi di maggio, giugno e luglio, non a caso, sono stati i più caldi registrati in un arco temporale di circa 30 anni, mentre agosto è stato caratterizzato da un numero elevatissimo di città da bollino rosso, in aumento rispetto al passato.

In questo stato di cose, con l’umidità che ha raggiunto livelli eccessivi e le temperature che non accennano minimamente a diminuire, le aree urbane stanno diventando invivibili, mettendo a rischio la salute dei cittadini. Gli scienziati, infatti, hanno già verificato la correlazione tra caldo urbano e mortalità, determinando una progressione direttamente proporzionale tra i due. Per porre rimedio alla cosa e far tornare le città italiane ad essere vivibili anche ad agosto, Legambiente propone un piano d’azione basato su 4 interventi mirati.

Estate da bollino rosso in città

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Photo by EugeneEdge – Shutterstock

Il trimestre estivo ha visto un numero enorme di città da bollino rosso, passando dai 153 bollini rossi del 2024 ai 203 del 2025. Oltre al dato numerico, già di per sé allarmante, quello che emerge dalle rilevazioni degli esperti, è la disuguaglianza da città a città nella capacità di affrontare questo caldo incredibile. A dirlo sono i dati della campagna di Legambiente realizzata con il Banco dell’Energia e la Croce Rossa Italiana e intitolata Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste.

La campagna ha analizzato le temperature medie registrate in 5 città italiane e le ha messe a confronto sulla loro capacità di affrontare il caldo:

  • Roma,
  • Napoli,
  • Bologna,
  • Milano,
  • Palermo.

La temperatura media è stata di 45,6°C (tenendo conto di 509 superfici tra cui asfalto, cemento, aiulo, ecc.), ma si sono registrati picchi anche di 75,5°C, con il valore massimo di 85,4°C registrato nel quartiere di Argonne a Milano, su un tappetino in gomma in un parco giochi esposto al sole. Dall’analisi emergono differenze sostanziali da un quartiere all’altro, ad indicare quanto le condizioni socio-economiche e il livello di reddito dei residenti influiscono sulla risposta al caldo eccessivo.

La cooling poverty

Caldo, Estate
Photo by RosZie – Pixabay

Proprio da qui nasce il termine di cooling poverty, ossia povertà di raffrescamento. Come spiega Legambiente, questa rappresenta un fattore di disuguaglianza urbana, cui si può far fronte intervenendo su 4 aspetti chiave.

A livello amministrativo, c’è bisogno di una governance climatica efficace, che elabori una strategia di adattamento al cambiamento climatico (infrastrutture, verde urbano, zone blu in città, ecc.).

Nell’urbanistica, si deve iniziare a parlare di sostenibilità ambientale nei Regolamenti Edilizi, aprendo la strada a materiali più performanti in termini di permeabilità e assorbimento del calore.

A livello locale servono rifugi climatici urbani aperti a tutti, dove chiunque possa rinfrescarsi in un momento di calura estrema, e dove trovare sollievo dall’afa.

A livello politico, infine, serve un approccio intersezionale e una mappatura delle isole di calore. Insomma, non si tratta certo di una passeggiata, ma la tempestività di intervento è essenziale per non vivere ancora un’estate come quella appena trascorsa, e per sperare di migliorare la vivibilità delle aree urbane italiane.

Estate da bollino rosso in città: le proposte di Legambiente: foto e immagini