Allerta smog: in 58 città italiane la soglia supera i limiti
Allerta smog, in 58 città italiane la soglia supera i limiti di riferimento. Più colpito il Nord ma anche nel meridione sono emersi elementi che destano preoccupazione.

In una recente ricerca resa pubblica dal quotidiano britannico The Guardian sono emersi numeri allarmanti per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico. Infatti, secondo l’analisi coordinata da Roel Vermuelen, docente di epidemiologia ambientale dell’università di Utrecht, il 98% della popolazione europea ogni giorno respira aria inquinata. I dati peggiori sono quelli che riguardano l’Europa dell’Est, soprattutto Polonia, Bulgaria, Serbia e Macedonia. Anche in Italia, però, la situazione non appare per nulla rassicurante.
Allerta smog, in 58 città la soglia supera i limiti

Per avere un quadro più dettagliato e conoscere in maniera particolare la situazione delle città italiane basta dare un’occhiata ai numeri forniti da Deutsche Welle, in collaborazione con lo European Data Journalism Network, rete di cui fa parte anche il Sole 24 Ore. Ed è proprio il quotidiano finanziario a divulgare i dati satellitari dopo averli estrapolati del servizio di monitoraggio atmosferico Copernicus (Casm).
In particolare è emerso che in 58 città italiane la concentrazione media di Pm 2,5, le famigerate polveri sottili responsabili di diverse patologie gravi, rilevata quest’anno ha superato il valore di riferimento pari a 10 microgrammi per metro cubo. La zona più colpita resta ancora quella della Pianura Padana con in testa la provincia di Cremona, seguita da Monza e Brianza, Milano, Mantova e Padova. Il dato più allarmante, però, è costituito dal fatto che in quest’area del nord Italia i livelli delle polveri sottili sono fermi da tempo rispetto per esempio a quelli della Polonia meridionale, dove risultano elevati ma comunque in calo.
Inoltre, in un periodo di tempo compreso tra il 2018 e il 2022, si registra un preoccupante trend in crescita in 30 di queste 58 città da bollino rosso. L’apice si raggiunge in luoghi come Biella, dove, nell’arco temporale di riferimento, la concentrazione media annua di Pm 2,5 è salita del 17,2%, Lecco (+14,8), Vicenza (+14,3%), Como (+14,2), Varese (+14%), Lucca (+12,9) e Pistoia (+12,7%). Concentrazione media in crescita anche nelle province di Treviso, Verona e Padova, mentre si registra un calo a Milano, Brescia, Pavia, Cremona, Mantova e Lodi.
Allerta smog, i numeri dell’inquinamento al Sud

Un altro dato negativo è costituito dalla frequenza dei superamenti delle soglie di rischio. Nei territori di Cremona e Lodi, in 295 settimane prese in considerazione e monitorate da gennaio 2018 ad agosto 2023, il 94,2% ha presentato valori superiori alla soglia di 10 microgrammi per metro cubo.
Il fenomeno, però, non riguarda soltanto i territori del nord Italia. Anche nel meridione, infatti, si intravedono segnali di pericolo. Nello specifico le province più inquinate sono Napoli, Caserta, Benevento, Taranto, Avellino, Lecce e Brindisi. Roma si posiziona invece al 41esimo posto della classifica, facendo segnare un aumento del 3,3% tra il 2018 e il 2022. Torino si piazza al 35esimo posto mentre Arezzo chiude la graduatoria.
Nel 2021, in considerazione delle ricerche scientifiche che mostrano effetti sulla salute a livelli più bassi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha abbassato il livello di rischio. In Italia invece la normativa regolata dal Dlgs 155/2010, permette ancora di raggiungere concentrazioni fino a 25 microgrammi l’anno. Negli anni compresi tra il 2016 e il 2020 almeno 246.133 persone sono morte in maniera prematura in Italia a causa dei livelli superiori di inquinamento e negli ultimi cinque anni si registra un trend in crescita (+5,4%).