Si apre la caccia allo stambecco: specie protetta a rischio
Il ddl Malan del centrodestra apre la caccia allo stambecco, specie a rischio estinzione che, recuperata nell’Ottocento grazie al divieto dell’attività venatoria al di fuori della famiglia dei Savoia, oggi torna a temere per la sopravvivenza. Ecco come stanno le cose.
Guarda il video

Lo stambecco è una specie simbolo, che già nell’Ottocento si trovava in una situazione di rischio di estinzione (evitata grazie alla decisione dei Savoia di vietare a chiunque fosse esterno alla famiglia di cacciare questi animali) e che oggi si trova a fronteggiare lo stesso pericolo. Con il ddl Malan (la riforma della legge 157/92), infatti, il governo apre la caccia allo stambecco, e estende a tutti la possibilità di cacciare la specie.
Si tratta di una riforma che è attualmente in discussione nelle commissioni Ambiente e Agricoltura del Senato, e che a breve approderà in Aula, ma che ha già scatenato proteste e indignazione da parte di molti. La gestione dell’ambiente e della fauna sono argomenti che, se in passato rappresentavano un interesse quasi esclusivamente per gli ambientalisti, oggi toccano un pubblico molto più vasto.
Al via la caccia allo stambecco

Dopo aver sfiorato per un pelo l’estinzione, lo stambecco è rinato, ed è passato da una presenza di poche decine di esemplari ad essere una specie in salute, anche se geneticamente fragile. Diventato nel corso della storia un vero e proprio simbolo, nonchè il motivo principale dell’istituzione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, lo stambecco torna a dover temere per la sua sopravvivenza. In questi giorni infatti, il governo ha approvato la riforma della legge 157/92, che riguarda la gestione dell’ambiente e della fauna selvatica.
Il disegno di legge ha sollevato numerose perplessità, tanto che lo scorso dicembre ha ricevuto anche una lettera di preoccupazione da parte dell’UE, in quanto la tutela dell’ambiente e la salvaguardia delle specie a rischio sono argomenti che interessano un pubblico sempre più vasto, e che scuotono le coscienze anche della politica. Nel disegno di legge però, è stato aggiunto lo stambecco alle specie cacciabili nonostante questo. Attualmente gli stambecchi che vivono sul versante italiano delle Alpi sono circa 15.000, ma con questa decisione il rischio di decimare la specie è pericolosamente alto.
Le altre specie a rischio

In una nota si legge che lo stambecco non è l’unica specie minacciata dal disegno di legge, poichè:
verrebbe inserita tra le specie cacciabili anche la rara oca selvatica, oggi protetta e il lupo viene cancellato dall’elenco delle specie particolarmente protette.
In realtà, le decisioni che la Lac (Lega per l’abolizione della caccia) condanna sono molte:
- l’apertura della caccia nelle foreste demaniali,
- la presenza dei cacciatori nel demanio marittimo,
- la massima mobilità regionale dei cacciatori di specie migratrici,
- l’apertura dell’attività venatoria nei valichi montani e sui terreni innevati,
- l’introduzione della caccia da natanti a remi,
- l’autorizzazione di sistemi di puntamento o conversione o amplificazione della luce residua.
Si tratta di misure che entrano in contrasto con le politiche UE di salvaguardia dell’ambiente e che mettono in grave pericolo la biodiversità. La Lac le ha definite come uno sfacelo per la natura, e in un momento storico in cui gli animali sono essenziali per la sopravvivenza degli ecosistemi e degli habitat europei, un provvedimento di questo tipo rischia di far fare enormi passi indietro alla tutela ambientale, esattamente come quello islandese sulla caccia alle balene fino al 2029.