Scarti di liquirizia: la nuova rivoluziona per conservare frutta e verdura
La startup sarda Alkelux ha sviluppato un innovativo additivo derivato dagli scarti della liquirizia, capace di prolungare la conservazione di frutta e verdura. Le prime confezioni saranno disponibili nel 2026.

Le proprietà benefiche della liquirizia sono note da secoli, ma nessuno avrebbe immaginato che, trasformata in un nanomateriale, potesse addirittura aumentare la durata degli alimenti grazie alla sua azione antimicrobica. Tranne Matteo Poddighe che, se fino a poco tempo fa era un “semplice” dottorando in scienze e tecnologie chimiche all’Università di Sassari, oggi è CEO e fondatore della startup Alkelux. Il nome nasce dalla fusione di “Alke”, ispirato all’alchermes, un antico elisir ritenuto un rimedio universale, e “Lux”, che significa luce, poiché il materiale sviluppato intensifica la sua efficacia grazie all’esposizione luminosa.
Una storia di grande ispirazione
L’uso di molecole selezionate per creare nanomateriali avanzati con caratteristiche specifiche è ormai una pratica consolidata, ma la vera sfida sta nell’individuare la materia prima più adatta e il processo produttivo ottimale per massimizzarne i benefici. Da qui prende il via la storia di Matteo Poddighe, che racconta:
Tutto è iniziato tra il 2021 e il 2022, mentre studiavo nanomateriali per contrastare la diffusione del Covid negli ambienti. Da lì è nata l’idea di un additivo per materiali capace di eliminare virus, batteri e muffe. La peculiarità di Alkelux è la sua foto-attività: se esposto alla luce, naturale o artificiale, l’additivo potenzia la sua azione antimicrobica, garantendo una protezione ancora più efficace. Ho iniziato da solo, sviluppando il progetto al di fuori dell’ambito universitario e parallelamente al mio dottorato. Lo studio sui materiali per il Covid mi ha permesso di acquisire esperienza nell’ingegnerizzazione di nanomateriali con proprietà avanzate. Poi, quasi per caso, ho scoperto il potenziale della liquirizia, un ingrediente poco esplorato nella letteratura scientifica.
Partendo da questa intuizione, il passo successivo è stato sfruttare le caratteristiche della liquirizia per creare additivi capaci di prolungare la freschezza di alimenti facilmente deperibili, come le fragole.
Nel 2024, il progetto si è ampliato con l’ingresso di Carlo Usai ed Emina Bilanovic, che curano gli aspetti economici e commerciali del business. Successivamente, la startup ha ricevuto un’importante accelerazione grazie al programma FoodSeed promosso da Eatable Adventures.
L’idea degli imballaggi alimentari
Sanna, azienda specializzata in imballaggi innovativi, ha proposto di integrare le proprietà di Alkelux nei suoi materiali. Dopo una fase iniziale di test, nel 2023 è nata ufficialmente la startup, che ora sta finalizzando il prototipo del prodotto.
Il processo inizia con l’acquisto, in Calabria, degli scarti della lavorazione delle radici di liquirizia, solitamente privi di valore commerciale e costosi da smaltire. Questi residui fibrosi vengono sottoposti a un procedimento che li divide in una componente liquida e una solida. La parte liquida contiene il nanomateriale desiderato, che, dopo purificazione e disidratazione, si trasforma in una polvere. Al microscopio, questa appare come minuscole sfere dotate di zone attive, capaci di inibire la proliferazione microbica.
Questa polvere speciale può essere aggiunta ai materiali utilizzati per realizzare confezioni alimentari, come vaschette o buste in plastica (polipropilene, polietilene e PLA), oppure impiegata per rivestire contenitori o imballaggi in polpa di cellulosa.

L’obiettivo finale è rendere questi imballaggi non solo più performanti, ma anche ecosostenibili. Grazie alla collaborazione con altri partner industriali, Alkelux sta sviluppando una versione biodegradabile, capace di dissolversi rapidamente: in pochi secondi con acqua calda e in circa venti giorni con acqua fredda, un processo che può avvenire direttamente a casa. Un’ottima soluzione per ridurre gli sprechi e combattere il cambiamento climatico!