Salificazione: lo studio che cerca soluzioni al problema del sale
Il sale sulle strade per combattere gelo e neve d’inverno è un pericolo per acqua, suolo e piante. Un problema che lasica traccia sul nostro ecosistema. Un nuovo studio sta cercando soluzioni al problema salificazione ed attutire l’ impatto su ambiente e clima.

Sale, neve e ambiente

Con la stagione invernale e le temperature a picco, per gli utenti si rinnova il problema di gelo e neve. Un problema che presenta molti risvolti connessi con l’ecosistema all’uso del sale. Su strade pubbliche, portici e viali di case e scuole, il sale viene sparso per combattere la morsa della neve. Una prassi che dai Romani è giunta al presente. Eppure, tutto questo sodio, non rimane intangibile. A risentirne sono tutti i principali attori dell’ambiente, come acqua, suolo e vegetazione, con ripercussioni su animali e noi.
La salificazione eccessiva, si ripercuote sugli scarichi fognari e quindi nei bacini idrici delle città in cui gli inverni miti e rigidi, arrivando a causare danni seri per le riserve acquifere e agli stessi sistemi d’acquedotto urbano. Una questione che lascia tanti punti in sospeso, con rimedi che non hanno portato ad alcune soluzioni alternative al sodio, che intaccando le falde acquifere dolci, lascia tracce significative anche sui bacini di ritenzioni, con effetti su tutto l’ecosistema.
Soluzione green

Uno studio apparso su Science of the Total Environment ha deciso di puntare al problema del sale partendo dai bacini di ritenzione. Secondo quanto dichiarato dalla ricerca scientifica anglosassone questi sono primi contenitori su strada di ghiaccio e neve, pertanto anche i primi ad essere contaminati dal sale. Dalle analisi campionate sui bacini, è emerso che la salificazione agisce e fortemente sull’intorno, cioè sulla vegetazione e il terreno.
Per ovviare queste dinamiche rischiose per la salute dell’ambiente, gli scienziati hanno proposto di applicare attorno i bacini di ritenzioni una particolare tipologia di piante, capaci di assorbire forti percentuali di sodio. Mediante il ricorso a piante alofite, capaci di vivere anche in terreni di salini, questa vegetazione, oltre a contribuire alla stabilità del terreno e del bacino artificiale in caso di piena, ridurrebbe gli impatti del sodio sulle falde acquifere.
Una soluzione green che permetterebbe all’uomo di aiutare l’ambiente e di gran lunga! Si stima, infatti che l’ecosistema ha una capacità di sopportazione e smaltimento del sodio eccessivo fino al 5%, si capisce che effetti devastanti possa avere lo spargimenti di sali industriali ad alte portate.
Problema scottante!
La salificazione eccessiva data dalla stagione invernale, pertanto si segnala come una questione problematica aperta. Infatti, nonostante questa risposta attiva e pulita tramite l’installazione di piante alofite. Una questione la cui urgenza si segnala soprattutto in posti e località dove gelo e neve fanno parte integrante, come nord ed est europeo più estremo o località montane nostrane.
Tra le manovre per cercare di ridurre le conseguenze del sale, come sempre consigliano le ultime vie dell’ecologia, è ricorrere a sali alternativi, con % di sodio più basse ed effetti minori sull’ambiente.