Riscaldamento globale: in pericolo oltre il 90% dei mammiferi del Brasile

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Un recente studio afferma che oltre il 90% dei mammiferi che popolano il Brasile rischia di scomparire entro il 2060 a causa delle temperature estreme innescate dal riscaldamento globale. 

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Per garantire un futuro al Pianeta è fondamentale riuscire a contenere il global warming nei limiti della fatidica soglia di 1,5°C stabilita nel 2015 dall’Accordo di Parigi. Ma anche centrando l’obiettivo, il destino di un elevato numero di specie animali che risiedono in Brasile potrebbe essere comunque segnato.

Riscaldamento globale: a rischio oltre il 90% dei mammiferi del Brasile

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Infatti, secondo un’indagine realizzata dai ricercatori dell’Università Statale di Campinas e dell’Università Federale di Minas Gerais Uno, gli effetti catastrofici e già tangibili del cambiamento climatico potrebbero essere letali per oltre il 90% dei mammiferi residenti nel bioma semi-arido di Caatinga. Nel dettaglio, le stime prevedono la perdita del 91,6% delle specie presenti nel Caatinga e la scomparsa di habitat per l’87%, entro il 2060.

Questo è lo scenario migliore, che presuppone che l’umanità mantenga le promesse fatte nell’Accordo di Parigi, riduca le emissioni di gas serra e rallenti il ritmo del riscaldamento globale previsto per i prossimi decenni

ha affermato Mário Ribeiro de Moura, ricercatore presso l’Istituto di Biologia dell’UNICAMP e coordinatore dello studio.

Per arrivare a queste, allarmanti, conclusioni i ricercatori hanno intrecciato i dati forniti dall’IPCC sulle temperature future con quelli che riguardano la presenza dei mammiferi terrestri nel Caatinga, servendosi inoltre di diversi modelli statistici in grado di cogliere la tolleranza delle specie al clima attuale e del futuro. Secondo i numeri forniti dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, nelle zone più aride del Sud America la temperatura subirà un incremento pari a 2,7°C entro il 2060. In più si verificherà un allungamento della stagione secca fino a 21 giorni consecutivi di siccità. Gli animali impiegano un lasso di tempo immenso, equivalente a migliaia o milioni di anni, per adattarsi a cambiamenti così rilevanti.

Intervenire per tutelare la biodiversità

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Nel migliore dei casi, 12 specie, una percentuale pari al 12,8% del totale, perderanno completamente il proprio habitat entro il 2060, mentre nello scenario peggiore questa sorte toccherà a 28 specie, il 30% complessivo, entro il 2100.

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