Rio de Janeiro: squali positivi alla cocaina

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 4 minuti

Al largo delle coste del Brasile, centinaia di squali sono risultati positivi alla cocaina. Tutta colpa delle sostanze stupefacenti scaricate in mare, che mettono a rischio anche vite umane.

Squalo
Photo by christels – Pixabay

Squali positivi alla cocaina a Rio de Janeiro: è questa l’ultima notizia giunta da oltreoceano, che vede come protagonisti i principali predatori marini vittime di una consistente concentrazione di sostanze stupefacenti nei loro tessuti.

Lo studio della Fondazione Oswaldo Cruz

Nei tessuti degli squali rinvenuti nelle acque brasiliane sono state rilevate grosse quantità di benzoilecgonina, principale metabolita della cocaina, che sarebbe stata da loro assimilata attraverso lo smaltimento dei residui della stessa sostanza nelle acque reflue.

A dichiararlo è lo studio della Fondazione Oswaldo Cruz, che sottolinea quanto sia elevata la quantità di droga lavorata e, con molta probabilità, consumata nella zona ovest di Rio de Janeiro precisamente nel quartiere di Recreiro dos Bandeirantes; proprio qui, infatti, tra settembre 2021 e agosto 2023, sono stati prelevati ben 13 esemplari di Rhizoprionodon lalandii, lo squalo brasiliano dal tipico naso aguzzo.

Questa specie di squalo vive generalmente nelle acque tropicali dell’Oceano Atlantico occidentale, è in grado di raggiungere una lunghezza di ben 77 centimetri e in Brasile è considerato in via d’estinzione a causa della pesca intensiva.

In tutti e 13 gli esemplari prelevati, la Fondazione ha individuato la presenza di cocaina e in 12 squali su 13 è stata rilevata la benzoilecgonina, che deriva dalla metabolizzazione della cocaina nell’organismo. Ed è proprio così che la droga gettata in mare finisce, poi, nella catena trofica.

Il Brasile è tra i principali consumatori di cocaina

I ricercatori della Fondazione sono partiti da un recente rapporto sulla droga a livello mondiale pubblicato dallo United Nations Office on Drugs and Crime, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga, secondo cui il Brasile sarebbe tra i maggiori consumatori di cocaina al mondo.

Non solo, perché chi ne fa uso ha la tendenza a smaltire i residui nelle acque reflue che, inevitabilmente, confluiscono in mare; in particolare, il canale di Sernambetiba, tra i principali di Rio de Janeiro, presenta un gran numero di scarichi fognari illegali sulle sue rive, prevalentemente associati ad attività e insediamenti non del tutto leciti.

Squali
Photo by baechi – Pixabay

E ancora una volta, però, sono gli squali a pagarne le conseguenze, nonostante siano a dir poco indispensabili e utili per comprendere gli effetti antropici dell’inquinamento sul mare e sui suoi ecosistemi. Si nutrono passivamente di cocaina, dato che vivono in aree contaminate e si nutrono di altri animali altrettanto contaminati. Le conseguenze sono, ovviamente, deleterie: la cocaina incide sulla crescita, sulla maturazione e sulla fertilità degli squali.

L’uso di droga è allarme mondiale

Questo studio, insieme ai precedenti compiuti in merito, dimostra che non solo la cocaina, ma anche altre droghe, numerosi farmaci e diversi metalli pesanti vengono puntualmente rilasciati in mare e ritrovati poi nell’ambiente, anche attraverso la fauna marina. Si tratta di un problema da non sottovalutare, perché se gli squali non sono destinati – o almeno, non tutti – al consumo umano, altre specie marine invece riempiono le tavole di milioni di persone ogni giorno. Ciò significa che la droga assimilata dalla fauna marina potrebbe finire indirettamente nell’organismo umano, con conseguenze devastanti.

Lo sapevi che è colpa del cambiamento climatico se gli squali sono predatori?

Squali positivi alla cocaina a Rio de Janeiro: foto e immagini