Rinnovabile e paesaggio: esiste la possibilità di conciliazione?
Secondo Althesys ed European Climate Foundation, un compromesso può essere trovato tra energie rinnovabili e paesaggio.
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Presentato durante il Key Energy 2024, un nuovo rapporto (Lo sviluppo delle rinnovabili e il paesaggio italiano) presentato da Althesys ed European Climate Foundation (ECF) sottolinea l’importanza di un accordo tra l’installazione di impianti di energia rinnovabile e tutela del patrimonio paesaggistico.
L’installazione di impianti rinnovabili non è chiaramente a impatto zero e prevede un cambiamento evidente del sito in cui viene stanziato. Ciò non toglie l’urgente necessità di un passaggio a fonti energetiche pulite. Secondo le parole di Alesandro Marangoni, CEO di Althesys,
Il paragone non va fatto tra impianti rinnovabili e natura incontaminata, ma tra rinnovabili e siti di trivellazione, centrali termoelettriche, rigassificatori, raffinerie.
La questione non è, quindi, relativa alla “deturpazione del paesaggio“, ma riguarda il male minore. E questo è chiaramente rappresentato dalle energie rinnovabili.
Come pacificare impianti rinnovabili e natura?

Ovviamente, gli impianti di energia rinnovabile non possono essere costruiti a caso. È necessaria una valutazione delle aree adatte all’inserimento degli impianti. Così come spiega Marangoni:
La pianificazione del territorio deve contemperare produzione energetica e tutela dell’ambiente e del paesaggio, permettendo, al contempo, alle amministrazioni di rilasciare le autorizzazioni in modo agile e funzionale ai target 2030. Le comunità sono chiamate a svolgere un ruolo attivo nello sviluppo delle energie pulite, partecipando ai processi decisionali e godendo dei benefici ambientali, sanitari ed economici creati dagli impianti che ospitano.
Risulta chiaro come bisogna tenere in mente, nel momento della pianificazione, delle specificità di ogni territorio. Ogni area ha i propri impedimenti da tenere in considerazione nell’installazione dell’impianto.
Ma l’ostacolo maggiore rimane uno solo: l’ottenimento delle autorizzazioni. Secondo la ricerca portata avanti da Althesys ed ECF, infatti, risulta che nel corso del triennio dal 2021 al 2023, i permessi rilasciati sono dieci volte inferiori alle richieste. Ed è stato evidenziato che, nonostante l’aumento delle richieste (da circa 200 nel 2021 a quasi 700 nel 2023), le nuove installazioni in questi anni si sono fermate a 10 GW.
Quali sono le proposte per migliorare il futuro del rinnovabile in Italia?

Secondo lo studio presentato, bisogna innanzitutto migliorare l’accettabilità sociale degli impianti rinnovabili. La strada da percorrere sarebbe quella di un maggiore coordinamento tra gli organi dello Stato. Secondo le parole di Marangoni,
Gli spazi non mancano, bisogna solo coordinarsi.
Si pone soprattutto l’accento sulla responsabilizzazione dei territori in materia di produzione di energia rinnovabile locale. La riduzione della dipendenza esterna, insieme alla riduzione dei prezzi, potrebbe favorire la partecipazione delle comunità.
Inoltre, serve porre l’attenzione sui benefici e sui vantaggi del territorio legati agli impianti rinnovabili. Un buon esempio è rappresentato dalle comunità energetiche, le quali coinvolgono direttamente i cittadini, rendendo i benefici evidenti e tangibili.
Non è solo Althesys a parlarne. Sono molte, infatti, le associazioni ambientaliste che credono nello sviluppo sostenibile (Legambiente, FAI e WWF, in particolare). Le tre associazioni hanno firmato un documento sui “paesaggi rinnovabili” nel dicembre 2022, in cui si parla appunto della possibilità di una pacifica coabitazione tra transizione energetica e pianificazione paesaggistica.
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