Quali sono i siti UNESCO in pericolo? C’è anche Venezia
Siti UNESCO a rischio: anche i residenti di Venezia stanno esprimendo la necessità di includerla nell’elenco delle zone a rischio.

La 45ª Sessione Estesa del Comitato UNESCO per il Patrimonio Mondiale è stata inaugurata a Riyad, con l’obiettivo di esaminare non solo nuove candidature provenienti da tutto il mondo, ma anche valutare lo stato di conservazione di ben 260 siti già presenti nella Lista del Patrimonio Mondiale. Tutto l’interesse è focalizzato su Venezia, che corre il rischio di essere elencata tra i siti UNESCO in pericolo.
Nonostante sia sfuggita per un soffio alla lista nera lo scorso anno, la città lagunare italiana, si trova ora in una posizione critica a causa della presunta insufficiente attenzione dedicata alla sua salvaguardia. L’allarme è stato lanciato direttamente dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), la quale ha proposto l’inclusione di Venezia nella categoria “Patrimonio Mondiale in Pericolo” dell’UNESCO, con l’obiettivo di preservare la Laguna dagli impatti del cambiamento climatico e dal flusso turistico incontrollato.
Venezia, i cittadini vorrebbero fosse inclusa tra i Siti UNESCO a rischio

I primi a manifestare preoccupazione per la situazione critica di Venezia sono i suoi abitanti, i quali hanno avviato una petizione tramite la piattaforma Change.org dal titolo “Appello all’UNESCO per l’inserimento di Venezia nella lista dei patrimoni mondiali a rischio“, al fine di intervenire tempestivamente prima che la situazione diventi irrimediabile. Ogni anno, la città è letteralmente sommersa da oltre 100.000 turisti, con picchi che si moltiplicano durante il periodo del Carnevale.
Nonostante l’accesso alla Laguna sia stato vietato alle grandi navi da crociera a seguito delle prime segnalazioni dell’UNESCO, questo ha contribuito solo in parte a mitigare ciò che la petizione descrive come “eccessiva dipendenza dal turismo”. Inoltre, per la prima volta, il numero di posti letto disponibili per i turisti ha superato la quantità di abitanti residenti nella città.
La Direttrice Generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, ha spiegato che
Ogni anno mille abitanti lasciano la città lagunare. Lo stress del trasporto pubblico non garantisce più un normale spostamento per chi vive in questa città. Non ci sono servizi sufficienti per mantenere decorosa la città per l’enorme massa di rifiuti che i turisti generano. Non c’e ancora una regolamentazione delle affittanze turistiche che stanno erodendo tutto il tessuto abitativo della città. Nulla è stato fatto per la gestione dei flussi turistici.
Ci sono svariate candidature e nuovi Siti a rischio
Oltre a Venezia, potrebbero essere sottoposti a una valutazione attenta altri luoghi potenzialmente a rischio di inserimento nella lista nera, tra cui Odessa, che già a gennaio è stata inclusa tra le città a rischio, e le città di Kiev e Lviv.
Il Comitato terrà anche discussioni riguardo lo stato di conservazione di ben 260 siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale, analizzando inoltre circa 50 nuove candidature, tra cui spicca il sito italiano denominato “Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale“, composto da sette aree situate nelle province di Reggio Emilia, Bologna, Rimini e Ravenna.
Quali sono i siti UNESCO in pericolo, c’è anche Venezia: foto e immagini
La situazione di alcuni siti UNESCO preoccupa: i dettagli nella galleria immagini a seguire.