Profumeria e sostenibilità: il futuro del legno di sandalo australiano

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

C’è preoccupazione per il legno di sandalo australiano, uno degli ingredienti più ricercati nell’ambito della profumeria.

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Photo by Wong Gunkid – Shutterstock

Il legno di sandalo australiano è tra gli ingredienti più ricercati per la creazione di fragranze dalle note calde e avvolgenti. Ma, secondo gli esperti, questa specie di arbusto è a rischio. Per questo motivo, il Threatened Species Scientific Committee (TSSC) sta valutando la possibilità di inserire il legno di sandalo australiano nella lista per la protezione, così come prevedono le leggi ambientali in Australia.

Il costo dell’alta domanda di questo popolare ingrediente è troppo alto, per questo si sente la necessità di salvaguardarlo. Richard McLellan, ricercatore presso la Charles Sturt University di Bathurst, in Australia, ha detto:

La rovina del sandalo australiano è che si tratta di una delle specie di sandalo più fragranti al mondo. Molte persone conoscono molto bene il legno di sandalo, ma pochissime persone sanno che sta diminuendo in natura e che è stato troppo raccolto per decenni.

La raccolta del sandalo selvatico e di quello delle piantagioni

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Photo by PawelKacperek – Shutterstock

Dutjahn Sandalwood Oils è un’impresa al 50% di proprietà di aborigeni che vende olio di legno di sandalo a società come Aesop e Givaudan – una multinazionale che rifornisce il gruppo Estée Lauder, tra gli altri. Il suo amministratore delegato, Guy Vincent, ha assicurato che l’azienda acquista la propria materia prima da una combinazione di piantagioni. Il loro legno di sandalo proviene dalla WA Forest Products Commission e dalle terre native gestite dai proprietari tradizionali. Vincent ha affermato, infatti,

Dal nostro punto di vista, la specie non è minacciata, sta prosperando soprattutto su terra nativa dove ci sono proprietari tradizionali che gestiscono la loro terra.

Inoltre, ha aggiunto che la rigenerazione della specie sulle terre gestite dagli aborigeni è monitorata e approvata a livello scientifico.

La WA Forest Products Commission rappresenta il principale operatore commerciale di raccolta, gestendo fino a 2.500 tonnellate di sandalo selvatico australiano all’anno. Ed è principalmente la raccolta degli esemplari selvatici che preoccupa gli esperti. Come fa notare il professor Kingsley Dixon, uno specialista di botanica presso la Curtin University, il numero di esemplari selvatici presenti sul territorio è probabilmente il più basso nella storia evolutiva della pianta.

Proposte di conservazione per il sandalo selvatico

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Photo by IamBijayaKumar – Shutterstock

Il professor Dixon ha affermato che c’è una diminuzione sia in numero che in forza della specie. Inoltre, ha constatato anche una sparizione della sua presenza in aree dove era comune. La scarsa presenza del sandalo selvatico in natura è evidenza di un momento di fragilità e precarietà da non sottovalutare.

Il WA Department of Biodiversity, Conservation and Attractions controlla la raccolta del legno di sandalo selvatico attraverso restrizioni sulla quantità prelevabile ogni anno. Si prevedono nuovi limiti annuali di raccolta a partire dal 2027. Un portavoce del dipartimento ha dichiarato che il processo di revisione rispetterà le decisioni del Commonwealth riguardo la classificazione del sandalo come specie a rischio.

Peter Robertson, consulente ambientale e organizzatore della rete Save our Sandalwood, ha detto che – oltre all’eccessivo sfruttamento – il cambiamento climatico e il pascolo da parte di animali selvatici sono le principali minacce. Ha affermato che lo stato di conservazione della specie si trova in condizioni disastrose.