Polpo sempre più raro: Tunisia blocca la pesca

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 4 minuti
Stop alla pesca del polpo in Tunisia: la decisione è stata confermata dal governo a seguito della preoccupante rarefazione della specie.
Polpo
Photo by Laborratte – Pixabay

A seguito dell’allarme lanciato dall’ONG Kraten, il ministero dell’Agricoltura e della Pesca tunisino ha deciso di vietare la pesca del polpo. Questa misura, partita il 1 aprile e senza una data di fine, servirà a contrastare la rarefazione della specie.

Il preoccupante calo del pescato ha messo in allarme i pescatori tunisini già dall’inizio dell’anno, spingendoli a segnalare il problema. Questo ha fatto sì che venisse rinnovata la battaglia dell’ONG per spingere il governo ad adottare misure per lo sviluppo della pesca sostenibile.

In realtà, già da alcuni anni, le autorità tunisine stabilivano ogni anno dei periodi in cui la pesca del polpo era vietata, in modo da favorire il ciclo riproduttivo. Ora, però, nel comunicato, non è stata indicata una data di fine di questo divieto. In futuro, verrà stabilita una data di ripresa in base alla situazione della popolazione della specie.

L’importanza di tutelare la principale fonte di sostentamento delle isole Kerkennah

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Photo by glucosala – Pixabay

La fine della stagione della pesca del polpo, iniziata il 16 novembre scorso, è stata anticipata dal 15 maggio al 1 aprile. Questo anche grazie alle preoccupazioni emerse tra gli armatori dei pescherecci tunisini, i quali hanno evidenziato una riduzione significativa del pescato. Ahmed Souissi, presidente dell’associazione Kraten, ha elogiato il divieto, seppur sottolineando il ritardo.

L’ONG opera in un piccolo arcipelago tunisino, le isole Kerkennah, in cui si vive soprattutto di pesca del polpo. Il gruppo di isole si trova nel Golfo di Gabès di fronte a Sfax, lontano dalla Tunisia turistica. Quest’area è molto importante per la biodiversità. È infatti considerata come il vivaio del Mediterraneo, poiché è il luogo ideale per la riproduzione dei pesci, grazie ai suoi fondali. Ma purtroppo le isole Kerkennah non sono state risparmiate dai cambiamenti climatici e dalla pesca intensiva. Per questo motivo, è stata costituita nel 2017 da 5 pescatori l’iniziativa Slow Food con l’intenzione di tutelare i metodi tradizionali di pesca e il sistema di gestione comune delle risorse.

L’obiettivo di queste associazioni e di questi divieti, come spiega Souissi,

è consentire la conservazione di questa specie minacciata durante il periodo di riproduzione e crescita. Negli ultimi anni, la pesca del polpo è stata esaurita dalla pesca eccessiva, anche fuori stagione, e anche dal ricorso a metodi non rispettosi dell’ambiente, il che ha portato alla rarefazione di questa specie.

L’impatto economico del divieto di pesca del polpo

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Photo by makabera – Pixabay

Come menzionato in precedenza, la pesca del polpo è una delle principali attività delle isole Kerkennah. Ciò significa che la decisione di bloccare la pesca del polpo molto prima della fine della stagione e senza una previsione di ripresa, avrà un serio impatto economico per le comunità locali. E questo potrebbe spingere molti pescatori tunisini a compensare la perdita pescando eccessivamente altre specie, creando uno scompenso nell’ecosistema marino.

Purtroppo, la necessità di proteggere la specie è incombente, quindi, il governo tunisino dovrebbe pensare all’introduzione di incentivi per la diversificazione delle attività oppure programmi di supporto economico. In questo modo, le comunità riuscirebbero a mantenere un giusto equilibrio tra la sopravvivenza del settore economico dell’arcipelago e la sostenibilità dell’attività ittica.