Plastica monouso, arriva il deposito cauzionale in Italia
Finalmente il deposito cauzionale per la plastica monouso arriva in Italia, o almeno ci prova: presentata la proposta di legge che vuole portare l’Italia ad allinearsi con gli altri 18 Paesi europei che già utilizzano questo sistema per educare al riciclo e far risparmiare qualcosa ai cittadini, ecco come funziona.
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Il sistema del deposito cauzionale per i contenitori in plastica monouso di bevande è già diffusissimo a livello europeo, ma in Italia non ha mai trovato la strada spianata. Sembra però essere finalmente arrivato il momento anche per noi di allinearci agli standard europei e di iniziare a cambiare il paradigma del rifiuto e del riciclo. Il deposito cauzionale, infatti, è previsto da una direttiva europea che permette di migliorare il sistema di riciclo della plastica e, parallelamente, di implementarne la raccolta e far risparmiare i cittadini.
Si basa su un assunto semplicissimo: quando si acquista una bevanda in lattina o contenitore di plastica, una parte di quello che si paga è per coprire il costo del contenitore stesso e della sua produzione. Se questo viene restituito vuoto al rivenditore, quindi, chi l’ha acquistato riceve indietro la somma corrispondente. Attualmente sono 18 gli Stati europei che utilizzano già questa modalità di riciclo e raccolta, e altri 10 lo hanno previsto nella propria normativa in entrata, tra cui anche l’Italia, grazie ad una proposta di legge del PD.
Deposito cauzionale per plastica monouso

A presentare la proposta di legge è la deputata Silvia Roggiani, con il supporto del professor Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e di diverse associazioni ambientaliste, tra cui Enzo Favoino e Silvia Ricci, coordinatori della campagna “A buon rendere – molto più di un vuoto”. Come sottolinea la Roggiani:
In Italia ogni anno si disperdono 8 miliardi di bottiglie e lattine: un terzo delle bottiglie sfugge ai circuiti della raccolta differenziata, rendendo il nostro Paese uno dei maggiori responsabili dello sversamento di plastica in mare.
L’efficacia del sistema del deposito cauzionale è evidentissimo in altri Paesi europei, come la Germania, dove il tasso di riciclo ha raggiunto il 98%, ed è finalmente arrivato il momento di allineare l’Italia a questi standard. Gli obiettivi della proposta di legge sono di diversa natura:
- ridurre l’abbandono dei rifiuti;
- aumentare la qualità del riciclo;
- educare al riciclo e creare nuove abitudini green nella popolazione.
Una riforma ambientale necessaria

Se il testo dovesse passare, rappresenterebbe una vera e propria svolta sul piano ambientale, e permetterebbe di cambiare radicalmente il modo di riciclare la plastica e di vivere il rapporto con i vuoti. Negli articoli si trovano infatti indicazioni sull’istituzione di un organismo DRS, sull’importo del deposito e sui modelli di raccolta, a anche l’entità degli incentivi dedicati agli esercizi commerciali che si candideranno a punti di restituzione dei vuoti. Si tratta, quindi, di una novità che andrà ad influenzare il quotidiano anche dal punto di vista economico, sia per i cittadini che per le attività.
Non si devono dimenticare, poi, gli obiettivi del 2030 sul clima, impossibili da raggiungere senza interventi immediati di questo tipo. L’Italia rischia di rimanere l’ultimo grande Paese europeo senza un sistema di restituzione dei vuoti, rimanendo indietro sia sul piano ambientale che sul piano culturale. Riciclare bene la plastica è fondamentale per il nostro Paese, che a riguardo sta portando avanti anche interessantissimi studi, come quello che la trasforma in amminoacidi, ma il deposito cauzionale porterebbe il riciclo ad un livello superiore, di cui l’Italia ha estremamente bisogno.