Pericolo zecche in montagna: il climate change fa un altro danno
Allerta per tutti coloro che amano la montagna: è in aumento la presenza delle zecche, parassiti in grado di trasmettere malattie. Come intervenire e proteggersi.

Se gran parte degli italiani ama trascorrere le vacanze estive al mare, una buona percentuale preferisce le temperature più fresche della montagna, insieme ai suoi paesaggi rilassanti e al silenzio rigenerante. Attenzione, però: proprio ad alta quota, tra prati e boschi, è in aumento la presenza delle zecche, pericolosi parassiti che possono trasmettere malattie anche gravi.
Come riconoscere la zecca dei boschi
Chiunque decida di fare trekking e passeggiate tra i prati e i boschi di Veneto, Liguria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna deve stare molto attento alla cosiddetta zecca dei boschi: si tratta di un aracnide entomofago che, tramite il suo rostro, riesce a bucare la pelle di uomini e animali per arrivare direttamente al sangue.
La zecca dei boschi è un parassita insidioso, poiché nonostante la sua puntura sia del tutto indolore è, comunque, in grado di oltrepassare la barriera epidermica umana e, quindi, di trasmettere malattie. Nello specifico, possono essere due: la malattia di Lyme e l’encefalite da zecca. In entrambi i casi, i sintomi non si riconoscono facilmente, pertanto è possibile agire in due modi diversi: prevenire l’eventuale puntura e, se non dovesse bastare, rimuovere immediatamente la zecca tramite pinzette.
La zecca dei boschi si sta diffondendo sempre più negli ultimi anni a causa del cambiamento climatico: il caldo intenso, l’aumento del tasso di umidità e l’alternanza improvvisa tra caldo torrido e temporali non fanno altro che creare l’habitat ideale per questo parassita che, dovendo cibarsi in qualche modo, attacca persone e animali alla ricerca di nutrienti per sopravvivere.
Come prevenire e intervenire
La prima regola per evitare di essere punti da una zecca dei boschi prevedere di indossare un abbigliamento consono: banditi, quindi, shorts e bermuda a favore di pantaloni lunghi e preferibilmente di colore chiaro. Inoltre, è consigliato munirsi anche di un cappello ed evitare di strusciare su piante e alberi durante un’escursione o una camminata.
Quando si rientra a casa, poi, bisogna controllarsi e accertarsi che non ci siano zecche impigliate tra i vestiti prima di riporli in lavatrice. Nel caso in cui si individuasse una zecca sulla pelle, allora è necessario rimuoverla prima che possa infettare il sangue. Per farlo, ci si può aiutare con una pinzetta dalla punta sottile con la quale afferrare il parassita senza schiacciarlo ma, piuttosto, tirandolo via delicatamente compiendo un rapido movimento di rotazione.
Fatto questo, è preferibile disinfettare la zona interessata e attendere qualche ora l’eventuale comparsa di sintomi che, in alcuni casi, possono richiedere cure mirate e farmaci specifici.
É molto importante non “stressare” la zecca nel tentativo di rimuoverla. Di conseguenza, sono vietati alcol, benzina, acetone, ammoniaca, olio, grassi, fiammiferi e oggetti arroventati. Il parassita deve essere estratto delicatamente, soprattutto se non ha ancora – e per fortuna – rigurgitato il rostro attraverso l’epidermide.

Purtroppo, il cambiamento climatico sta favorendo la proliferazione delle zecche, e non solo nelle zone di montagna. L’importante è prestare sempre molta attenzione, avere sempre con sé un kit di pronto soccorso e, se necessario, avvertire il medico per evitare di peggiorare ulteriormente la situazione.