Pagare la ristrutturazione: meglio mutuo o prestito?
Quando si deve pagare la ristrutturazione di una casa è meglio chiedere un mutuo oppure un prestito? Questa è una domanda a cui può sembrare semplice rispondere, ma che in realtà merita qualche valutazione in più di quanto si pensi. Ecco gli aspetti a cui fare attenzione prima di scegliere.

Ristrutturare casa vuol dire dare un nuovo aspetto agli ambienti domestici, ma anche riqualificare l’immobile a livello energetico, e in generale conferire nuova linfa vitale ad un’abitazione che per un pò di tempo è rimasta sempre tale e quale. Dalla scelta del materiale alla selezione degli interventi da fare, le decisioni da prendere sono sempre numerose, e gli imprevisti sempre dietro l’angolo.
Per questo, è bene decidere a monte se, per pagare la ristrutturazione, è meglio optare per un mutuo oppure per un prestito (nel caso in cui, ovviamente, non si possa far fronte alla spesa senza nessuno dei due). Può non essere una decisione semplice, ma per prenderla è bene conoscere i pro e i contro di entrambe le soluzioni, per poi optare per quella più congeniale alle proprie esigenze.
Pagare la ristrutturazione

I costi di ristrutturazione sono uno dei motivi principali per cui moltissime persone abbandonano l’idea di apportare delle modifiche alla propria casa. Al di là della variabilità delle spese, infatti, si sa già sin dal principio che per ristrutturare casa i costi sono piuttosto alti. Per sostenerli, in molti ricorrono ad un mutuo o ad un prestito, ma come fare per scegliere tra i due? I principali aspetti da considerare, per decidere, sono sostanzialmente tre:
- l’importo da richiedere;
- la durata del finanziamento;
- le condizioni generali dell’istituto erogante.
Per fare una differenziazione generale, si può dire che il mutuo permette di ottenere una somma più elevata, ma richiede un tempo maggiore per essere pagato. Inoltre, richiede tempi di istruttoria più lunghi e garanzie maggiori (proprio come un mutuo ipotecario per comprare casa). Un prestito invece, dà accesso a somme più contenute ed ha tempi di erogazione molto brevi. Solitamente, anche i tempi di risarcimento sono nettamente inferiori a quelli di un mutuo.
Mutuo o prestito?

Cosa scegliere, quindi, per il proprio caso specifico? Andiamo più nel dettaglio. Un mutuo ipotecario per ristrutturazione ha una durata che va dai 5 ai 30 anni, e parte da un importo minimo di 40.000 euro. Il mutuo può coprire al massimo l’80% del valore complessivo della ristrutturazione e presenta tassi di interesse leggermente inferiori rispetto ai prestiti, ma ha costi di istruttoria e perizia piuttosto costosi. Inoltre, essendo necessario un atto notarile per ottenere un mutuo, si devono inserire anche le spese del Notaio e della registrazione tra i costi da sostenere. Infine, il mutuo fa gravare un’ipoteca sulla casa fino al suo totale risarcimento.
Si tratta, quindi, di una situazione alquanto vincolante. Al contrario, il prestito è più soft. La sua durata varia da 1 a 10 anni e può arrivare ad un importo massimo di 100.000 euro. I tassi di interesse, come anticipato, sono più alti, ma non ci sono spese notarili o di perizia da sostenere. Infine, l’immobile non è gravato da ipoteca se si sceglie un prestito. Inoltre, quando si ristruttura il proprio immobile, non ci si deve dimenticare degli incentivi statali, come il bonus ristrutturazione 2025. Se si devono ristrutturare impianti elettrici e fare altre opere importanti, si può recuperare fino al 50% sulla prima casa.