Cambio di strategia: ora i negazionisti del clima preferiscono disinformare online

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Un nuova ricerca ha svelato il cambio di strategia da parte dei negazionisti del clima che adesso puntano principalmente a disinformare attraverso le piattaforme online. 

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Anche i negazionisti del cambiamento climatico hanno imparato a stare al passo con i tempi, affidandosi di più a una strategia di disinformazione online. Attraverso il nuovo studio realizzato dal Center for Countering Digital Hate (CCDH), intitolato “The New Climate Denial“, è stato infatti possibile dimostrare che durante il 2023 il 70% dei contenuti pubblicati dai sostenitori del negazionismo su Youtube è stato orientato a indebolire il movimento, la scienza e le soluzioni climatiche.

Adesso i negazionisti del clima preferiscono disinformare online

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In questo innovativo rapporto, basato sull’intelligenza artificiale, i ricercatori sono stati in grado di quantificare l’incremento avvenuto in questi anni del cosiddetto “New Denial”. Con questa definizione si intende l’abbandono della negazione diretta del cambiamento climatico di origine antropica, in favore di attacchi contro scienza e scienziati del clima e di una narrazione finalizzata a minare la fiducia nelle soluzioni climatiche. Negli ultimi 6 anni la percentuale di affermazioni dei nuovi negazionisti su Youtube è raddoppiata, passando dal 35% al 70%.

Per identificare le diverse tattiche utilizzate da negazionisti, il CCDH ha analizzato migliaia di ore di trascrizioni di video, comparsi in 96 canali della piattaforma, partendo dal 2018. Lo strumento di intelligenza artificiale utilizzato per esaminare i dati porta il nome di CARDS, ed è stato messo a punto da Travis Coan e Mirjam Nanko (Università di Exeter), Constantine Boussalis (Trinity College Dublin) e John Cook (Università di Melbourne).

Nel 2018, affermazioni apertamente negazioniste come “il tempo è freddo” e “stiamo andando verso un’era glaciale” erano popolari tra i negazionisti climatici, ma con l’aumento delle temperature e delle prove del riscaldamento globale, quelle narrazioni non sono più così efficaci. Le affermazioni degli “Old Denial” secondo cui il cambiamento climatico di origine antropica non sta avvenendo sono scese dal 65% di tutte le affermazioni nel 2018 a solo il 30% delle affermazioni nel 2023

hanno evidenziato i ricercatori.

Le piattaforme online guadagnano grazie al negazionismo

Climate, Change
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In particolare sono tre i tipi di narrazioni preferite maggiormente dai negazionisti:

  • Le soluzioni climatiche non funzioneranno”, che in questi anni è cresciuta dal 9% al 30%;
  • La scienza climatica e il movimento per il clima sono inaffidabili”, che invece è aumentata dal 23% al 35%;
  • Gli impatti del riscaldamento globale sono benefici o innocui”, passata dal 4% al 6%

A diffondere le cronache del nuovo negazionismo sono stati personaggi molto seguiti online come Jordan Peterson, che può vantare  7,62 milioni di iscritti al proprio canale. Inoltre le narrazioni e sono state sostenute su canali come BlazeTV (1,92 milioni di abbonati) e PragerU (3,21 milioni di abbonati ).

In più il team di ricerca ha scoperto che durante i video che supportano il negazionismo climatico, YouTube pubblicava annunci di marchi famosi, tra i quali Hilton Hotels e Nike, ed anche annunci a pagamento di organizzazioni non profit come International Rescue Committee e Save the Children.

A questo proposito Imran Ahmed, CEO e fondatore del CCDH, punta il dito contro le piattaforme online, colpevoli di trarre vantaggi economici grazie ai contenuti che sostengono il negazionismo climatico:

E’ ipocrita che le social media companies affermino di essere ecologiche ma poi monetizzino e amplifichino le bugie sul clima. E’ giunto il momento che le piattaforme digitali mettano i soldi dove dicono. Dovrebbero rifiutarsi di amplificare o monetizzare il cinico negazionismo climatico che mina la fiducia nella nostra capacità collettiva di risolvere la sfida più urgente dell’umanità

Il passaggio narrativo da “Old Denial” a “New Denial” impone un cambio di rotta anche a coloro i quali sostengono azioni di contrasto alla crisi climatica, che dovranno orientare le proprie attenzioni e le proprie risorse in contrapposizione a questa nuovo scenario negazionista.

Questo rapporto è un invito all’azione rivolto ai sostenitori della lotta al cambiamento climatico, ai finanziatori, ai politici che stanno facendo il duro lavoro per rendere più verdi i nostri modelli economici e i nostri incentivi, per garantire che il loro lavoro contrasti efficacemente ciò che i nostri oppositori stanno facendo ora, non 6 anni fa

hanno sottolineato gli autori dell’indagine.

I negazionisti del clima preferiscono disinformare online: foto e immagini