Metaneia, il primo osservatorio italiano sulle emissioni di metano

Autore:
Elisa Cardelli
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Tempo di lettura: 4 minuti

Online si può trovare Metaneia, il primo osservatorio italiano relativo alle emissioni di metano. Su di esso c’è la firma di Legambiente.

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Industria, Fuoco
Photo by Kollinger – Pixabay

Non è più un segreto che le infrastrutture legate agli idrocarburi rilascino metano nell’ambiente. Queste emissioni, invisibili a occhio nudo, sono state rese evidenti, almeno in Europa, grazie alle indagini condotte dal Clean Air Task Force nel 2021 utilizzando termocamere. L’associazione ha eseguito oltre 200 ispezioni in sette paesi dell’Unione Europea per individuare eventuali fughe di gas, rivelando perdite in ben 123 siti distribuiti tra Austria, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Italia, Polonia e Romania.

Al fine di porre l’attenzione su questo problema, è stato creato il Metaneia, il primo Osservatorio italiano dedicato alle emissioni di metano nel settore energetico. Questo progetto è promosso da Legambiente ed è stato lanciato in concomitanza con l’avvio della seconda edizione della campagna “C’è puzza di Gas 2023”, realizzata in collaborazione con Clean Air Task Force.

Cos’è Metaneia?

Industria
Photo by Randgruppe – Pixabay

L’obiettivo principale di Metaneia è diventare un punto di riferimento cruciale per la sorveglianza delle emissioni incontrollate di metano in Italia. Nonostante l’Unione Europea stia attualmente impegnandosi nella creazione di un regolamento finalizzato alla riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico, la situazione che stiamo vivendo nel presente non appare molto rosea.

Questo diventa particolarmente evidente quando si analizzano le politiche adottate sia a livello europeo che italiano. Tali politiche puntano a rendere l’Italia un nodo fondamentale per il transito del gas diretto verso l’Europa.

Come reso noto da Legambiente, il governo italiano sta aumentando gli investimenti in progetti legati al gas e sta stringendo accordi internazionali con l’obiettivo di consolidare la posizione dell’Italia come centro nevralgico per l’approvvigionamento di gas in Europa.

Questa strategia ha dei chiari vantaggi, ma ci sono anche degli indubbi rischi quali perdite inaspettate, problemi strutturali o pratiche non emergenziali come il venting e il flaring. È da notare che alcune stime quantificano le perdite di metano nelle infrastrutture utilizzate per importare gas verso l’Italia in un volume che si aggira tra i 3,2 e i 3,9 miliardi di metri cubi all’anno.

Le 4 richieste principali

In questo contesto, il nuovo Osservatorio italiano sulle emissioni di metano metterà a disposizione una vasta gamma di informazioni riguardanti il problema, comprendendo le attività normative e legislative, studi, ricerche e normative sia a livello nazionale che europeo. Allo stesso tempo, l’osservatorio condividerà buone pratiche e altre informazioni utili. La presentazione di questa piattaforma ha fornito anche l’opportunità di ribadire le richieste di intervento su questo tema cruciale:

  1. L’obbligo di stabilire standard per le importazioni di gas metano.
  2. L’urgenza di introdurre misure che costringano le aziende a monitorare e comunicare annualmente i dati sulle emissioni di metano a un ente competente, rendendoli pubblici.
  3. La necessità di definire criteri, modalità e standard per regolare le attività di rilevamento e riparazione delle fughe di metano (LDAR).
  4. Il divieto di adottare pratiche altamente inquinanti come il “venting” e il “flaring” nelle operazioni industriali, pratiche che sono utilizzate in numerosi siti industriali ma contribuiscono in modo significativo all’inquinamento ambientale.

Metaneia, il primo osservatorio italiano sulle emissioni di metano: foto e immagini

Ora che sappiamo tutto sul primo osservatorio italiano sulle emissioni di metano, possiamo prenderci qualche momento per scorrere la galleria immagini realizzata qui di seguito.