Meno neve in Italia: segnali evidenti e di grande impatto

Autore:
Fabiola Criscuolo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Il primo bollettino della stagione evidenzia come la neve in Italia sia diminuita. Questa condizione mette in risalto gli effetti del cambiamento climatico anche nel nostro paese.

Neve
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Dal primo bollettino stagionale dell’inverno 2024-2025 della Fondazione CIMA arrivano i dati che tutti aspettavano e che lanciano il campanello di allarme: la neve in Italia è diminuita. Rispetto all’anno precedente, considerando lo stesso periodo di analisi, l’equivalente idrico nivale, il SWE, si è dimezzato.

Si tratta di un chiaro sintomo del cambiamento climatico, una conseguenza che ha modificato il clima mediterraneo e diminuito le precipitazioni di novembre. La conseguenza si tramuta in un calo dell’accumulo di neve.

Sebbene questo deficit sia molto alto, è ancora troppo presto per allarmarsi, in quanto la stagione è appena iniziata. La condizione, poi, influenza la penisola in modo differente a seconda delle zone di analisi.

Neve in Italia: i dati parlano chiaro

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I cambiamenti climatici globali influiscono in modo significativo anche sul meteo italiano, come sottolineano i ricercatori della Fondazione CIMA. Gli inverni nel mediterraneo sono infatti più miti e spesso più secchi e imprevedibili, con diverse conseguenze generali. Lo dimostrano le minori precipitazioni del mese di novembre, da sempre quello più piovoso, che hanno reso impossibile l’accumulo di neve in alta quota nella prima fase della stagione.

Per analizzare questa condizione, i ricercatori hanno utilizzato lo SWE, ovvero l’equivalente idrico nivale che misura la quantità di acqua derivabile dalla fusione della neve, espresso in miliardi di metri cubi. Secondo questo, a dicembre 2024 si è registrato un deficit del 63% rispetto alla media del 2011-2023. È sufficiente pensare che, nello sesso periodo dello scorso anno, l’indice SWE era di 2,08 miliardi di metri cubi contro i 1,17 di oggi.

Le anomalie hanno risparmiato solo le Alpi occidentali, nella zona tra la Valle d’Aosta e il Piemonte, mentre hanno fatto registrare nelle altre zone un calo delle temperature sotto la media trentennale, con precipitazioni scarse un po’ ovunque. In particolare il bacino del Po è stato quello più colpito da questo deficit, compromettendo anche l’economia italiana. Anche qui, infatti, si è registrata una notevole diminuzione dello SWE passando da 1,23 miliardi dello scorso anno a 0,53 miliardi di questo, abbassando la media stagionale che, dal 2011 al 2023, era di 1,64 miliardi.

La situazione sugli Appennini

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Diversa la condizione che si presenta sugli Appennini, che sembrano essere meno soggetti a questo fenomeno. Qui infatti la neve è arrivata in abbondanza anche nel mese di novembre lasciando ben sperare per il proseguire della stagione invernale.

Nel bacino del Tevere, per esempio, i livelli di neve sono in linea con la media stagionale, mentre nell’Appennino Tosco-Emiliano e in Sicilia sono anche superiori. Sebbene in questo casi si tratti di un dato positivo, deve comunque far riflettere sulle conseguenze significative che sta avendo il cambiamento climatico sul nostro paese.

Neve in Italia: immagini e foto

I primi bollettini della stagione evidenziano un calo significativo della neve. Anche se si tratta di una situazione parziale, che ancora può migliorare con il tempo, evidenzia come anche il nostro paese sia soggetto al cambiamento climatico.