L’UE finanzia un progetto per salvare i delfini con nuove tecnologie

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

Una nuova tecnologia punta a salvare i delfini, vittime involontarie della pesca industriale nel golfo di Biscaglia.

Delfini
Photo by werdepate – Pixabay

Una piaga sta colpendo la parte francese del Golfo di Biscaglia, una delle zone di pesca più ricche d’Europa. La pesca industriale nella zona sta causando una moria di delfini, i quali restano accidentalmente impigliati nelle reti. Secondo i dati dell’osservatorio PELAGIS, si stima che il numero annuale di delfini impigliati ogni anno sia tra i 4.500 e gli 8.500 esemplari. Per questa ragione, l’Unione Europea, insieme all’associazione France Filière Pêche, ha finanziato il progetto DolphinFree.

Questo progetto, coordinato dal ricercatore Bastien Mérigot, sta sperimentando l’utilizzo di un segnalatore acustico per le reti da pesca. Questo device è stato progettato per “comunicare” con i delfini. Infatti, emette segnali basati sui modelli di eco usati dai delfini per orientarsi nell’ambiente che li circonda. Il segnalatore emette suoni di pericolo, inducendo i delfini ad evitare la zona.

I primi test sono incoraggianti, ma, per poter introdurre il dispositivo, bisogna dimostrare l’efficacia su larga scala. Le prove verranno svolte per tutto il 2026 su oltre 200 pescherecci per perfezionare l’apparecchio, rendendolo funzionale e adatto all’utilizzo da parte dei pescatori.

Il grave problema delle catture accidentali

DelfiniPhoto by joakant – PixabayLa cattura accidentale non riguarda soltanto i delfini, purtroppo. Infatti, si stima che circa il 40% delle catture di pesce totali in tutto il mondo rappresenti catture involontarie. Sono soggetti a queste cosiddette catture accessorie pesci giovani o protetti, ma anche tartarughe marine e perfino uccelli marini. E solitamente, questi esemplari vengono rigettati in mare, anche quando sono ormai deceduti o morenti. E questo rappresenta un grave problema per gli ecosistemi marini.

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Le reti a strascico sono quelle che procurano la maggior parte dei problemi. Questa tipologia di rete intrappola qualsiasi cosa si trovi sul suo cammino, senza distinzione. Per questo motivo, le flotte pescherecce sono sottoposte a controlli sempre più stingenti per quanto riguarda l’impatto che il settore ha sull’ambiente marino.

Risolvere il problema delle catture accidentali con l’IA?

Delfini
Photo by Laney5569 – Pixabay

Proprio per affrontare la problematica delle catture accidentali, un altro progetto finanziato dall’Unione Europea (Marine Beacon) sta sviluppando una rete a strascico intelligente basata sull’intelligenza artificiale. Differentemente dalle reti tradizionali, questa tecnologia utilizza telecamere subacquee e algoritmi di apprendimento automatico per identificare le catture in tempo reale. Così, il sistema sarebbe in grado di distinguere le specie bersaglio da quelle non bersaglio. Nei test svolti in laboratorio, la rete a strascico intelligente è stata in grado di identificare le specie marine, facendo scappare quelle “indesiderate” dalla rete.

Il passo successivo sarà adattare il dispositivo all’uso su grandi navi commerciali. È importante rendere il sistema resistente alle condizioni oceaniche e, allo stesso tempo, compatto e leggero per facilitare le operazioni.  L’obiettivo è fare in modo che l’apparecchiatura sia affidabile se usata in ambienti difficili, ma che sia altrettanto facilmente utilizzabile.

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