Los Angeles: la mancanza di risorse idriche peggiora la situazione
Dopo gli incendi che hanno assalito e distrutto la città, a Los Angeles nasce un nuovo problema: la mancanza di acqua potabile.
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I rovinosi incendi che, negli ultimi giorni, hanno raso al suolo vaste zone di Los Angeles, adesso potrebbero compromettere le falde acquifere; proprio per questo, le autorità locali hanno invitato gli abitanti a evitare di bere l’acqua dei rubinetti, dato che potrebbe essere contaminata.
Stavolta è il fuoco a battere l’acqua
Secondo diversi studi condotti in merito, le fiamme sono in grado di contaminare l’acqua corrente in svariati modi: o tramite le falde acquifere, o attraverso la rete di distribuzione idrica. Nel caso di Los Angeles, al momento, le riserve sotterranee di acqua sembrerebbero al sicuro, poiché collocate in zone non direttamente colpite dagli incendi. Il discorso, però, cambia per quanto riguarda sia i serbatoi, sia le condutture idriche che, invece, si trovano proprio in quelle aree colpite dalle fiamme.
Per renderla più semplice, la situazione è questa: una rete idrica depressurizzata è sicuramente soggetta a contaminazioni chimiche e, di conseguenza, l’intero sistema idrico è a rischio compromissione. E quella di Los Angeles è agli sgoccioli, poiché l’acqua impiegata per spegnere gli incendi ha letteralmente prosciugato la rete idrica cittadina.
Tra l’altro, i venti fortissimi dei primi giorni hanno reso a dir poco impossibile intervenire dall’alto, quindi con acqua sganciata da aerei ed elicotteri, e l’unica fonte è stato il sistema degli idranti, rimasti ormai all’asciutto.
Si alza la percentuale di inquinanti
Il problema dell’acqua potabile, poi, deriva anche da un altro fattore: gli idranti a secco non possono, ovviamente, offrire acqua utile per placare gli incendi, ma nel momento in cui vengono aperti risucchiano indirettamente cenere e inquinanti sollevati dal materiale bruciato, che vanno a inserirsi nel sistema idrico.
Al contempo, le strutture che conducono l’acqua alle abitazioni può subire dei danni e dar luogo a perdite idrauliche incontrollate; se poi, a tutto ciò, si aggiunge anche la mancanza di elettricità, è normale che i serbatoi non possano riempirsi abbastanza velocemente, il che contribuisce a mantenere il sistema depressurizzato.
Ma non solo, perché la contaminazione dell’acqua può essere provocata anche dai danni diretti, come collassi strutturali o fusioni, alle condutture e ai serbatoi. Questi eventi possono permettere l’introduzione di sostanze chimiche cancerogene nell’acqua potabile rendendola immediatamente pericolosa per il sistema nervoso e per il cuore: il benzene, per esempio, è tra questi agenti dannosi e, una volta ingerito, può provocare i tipici sintomi da avvelenamento, come nausea, mal di testa, vertigini, tachicardia, irritazione a pelle e occhi.
I contaminanti possono essere tanti altri, plastiche comprese. Quando le fiamme impazzano e bruciano tutto, le sostanze inquinanti e pericolose per la saluta umana che si sprigionano e si diffondono nell’aria (o, in questo caso, nell’acqua) sono talmente numerose che è quasi impossibile conteggiarle.

La speranza è che si possa presto porre fine a questa catastrofe, spegnendo definitivamente gli incendi, che ormai con il cambiamento climatico sono all’ordine del giorno, e cercando di preservare quanto più possibile la salute e la sopravvivenza degli abitanti di Los Angeles.