L’isola di Henderson: una discarica in mezzo all’oceano
L’isola di Henderson è il luogo più inquinato, lo dicono gli studiosi

Un tempo considerata un paradiso terrestre, oggi è l’isola più inquinata del mondo: stiamo parlando dell’isola di Henderson, ovvero il luogo con la più alta densità di rifiuti di plastica.
Circa 3500 frammenti e detriti di plastica al giorno
Un tempo era considerato un vero paradiso terrestre, oggi le correnti oceaniche l’hanno trasformata in una vera discarica a cielo aperto, in mezzo all’oceano.
Le sue spiagge sono state invase da tonnellate di immondizia generata soprattutto dal Vortice del Pacifico meridionale.
Di cosa si tratta? Parliamo di una gigantesca isola di plastica generata dalle attività antropiche, che vaga nelle acque oceaniche fin dagli anni ’80, trascinando con se rifiuti inquinanti.
Recenti studi affermano che i detriti ed i frammenti che raggiungono l’isola quotidianamente sono circa 3500, impattando considerevolmente sull’inquinamento dell’intera superficie di 36 Km quadrati.
Lo studio dell’università della Tasmania

La rivista PNAS ha pubblicato uno studio guidato dalla ricercatrice Jennifer L. Lavers dell’Università della Tasmania (Australia).
Lo studio è stato avviato nel 2015 ed i ricercatori hanno raccolto oltre 55.000 campioni misurando la densità di rifiuti per metro quadro.
Alcuni casi hanno consentito un’analisi profonda determinandone il paese di origine e mappando il percorso effettuato dal rifiuto, per migliaia di Km, tra le acque dell’oceano.
Oggi, l’isola di Henderson vede sulle proprie spiagge almeno 38 milioni di pezzi di plastica di piccole e medie dimensioni.
Rifiuti di ogni tipo, di cui due terzi non sono visibili perché coperti da una coltre di sabbia trasportata dalle maree.
È inoltre difficile stimare l’impatto reale dell’inquinamento perché, con il tempo, i rifiuti hanno raggiunto gli strati più profondi della sabbia, inquinandola irreversibilmente.
Un tempo un meraviglioso atollo corallino
Un tempo l’UNESCO considerava l’Isola di Henderson un vero paradiso naturale.
uno dei migliori esempi di atollo corallino, rimasto intatto grazie alla quasi totale assenza di attività umana.
La dottoressa Jennifer L. Lavers ha dichiarato
L’isola di Henderson mostra che non c’è via di scampo dall’ inquinamento plastico nemmeno nelle parti più lontane dei nostri oceani. In un modo o nell’altro, tutte le isole del mondo e quasi tutte le specie nell’oceano sono colpite dai nostri rifiuti.
Previsioni drammatiche per il futuro
Il World Economic Forum stima che la continua produzione di plastica non smaltita adeguatamente minaccia il futuro degli ecosistemi marini.
Entro il 2050 la plastica negli oceani potrebbe superare il numero di pesci, danneggiando l’ambiente e l’intera catena alimentare.
Inoltre, l’uso a livello globale è aumentato di 20 volte negli ultimi 50 anni e si prevede un raddoppio nei prossimi 20 anni.
Soluzioni proposte e iniziative in atto
L’isola di Henderson è solo “la punta dell’ immenso iceberg” all’interno di una situazione globale, basti pensare che il fondale oceanico oggi appare come un pericoloso serbatoio di plastica!
Stiamo correndo contro il tempo per garantire un mondo migliore alle future generazione implementando soluzioni globali, tra cui:
- la promozione di programmi di riciclaggio più efficaci a livello globale;
- lo sviluppo ed utilizzo di materiali alternativi alla plastica, biodegradabili o derivati da risorse rinnovabili;
- la pianificazione di iniziative di pulizia delle spiagge e degli oceani, come quelle promosse da ONG e fondazioni ambientali.
La domanda è scontata. Abbiamo ancora tempo?