L’inquinamento è la prima causa di morte al mondo
Ancora prima della guerra, del terrorismo, delle malattie infettive, della droga e dell’alcol, è l’inquinamento la prima causa di morte prematura in tutto il mondo.

L’inquinamento uccide 9 milioni di persone ogni anno
Se qualcuno ritiene ancora che il tema inquinamento sia sopravvalutato, ingigantito e una semplice moda passeggera si sbaglia. O comunque, probabilmente non sa che l’inquinamento è la prima causa di morte al mondo, superando guerra, terrorismo, malaria, tubercolosi, HIV, alcol e droga.
I decessi annuali ammontano a circa 9 milioni, tutte morti premature causate proprio dalle diverse forme di inquinamento che influiscono inevitabilmente sulle malattie cardiovascolari. A mietere il maggior numero di vittime è la presenza di inquinanti nell’aria, da cui dipende circa il 20% dei decessi a livello globale.
Tutto questo è stato riportato recentemente dal Journal of the American College of Cardiology, che ha pubblicato uno studio sull’impatto globale dell’inquinamento condotto, tra gli altri, anche da Jason Kovacic del Victor Chang Cardiac Research Institute.
Gli inquinanti hanno raggiunto ogni angolo del globo e colpiscono ognuno di noi
Così ha commentato Kovacic, sottolineando il fatto che l’argomento inquinamento non è affatto da sottovalutare, anzi, coinvolge ciascuno di noi senza compiere alcuna distinzione o eccezione.
L’impatto globale dell’inquinamento
Secondo gli studi condotti, l’inquinamento atmosferico interno ed esterno, da solo, causa la morte prematura di circa 7 milioni di persone ogni anno. Le cause più comuni dei decessi sono soprattutto infarti e ischemie, due patologie cardiovascolari che interessano più del 50% dei casi.
Tra l’altro, in occasione delle ondate di calore – sempre più all’ordine del giorno – il rischio di mortalità correlato a queste patologie a carico del sistema cardio-circolatorio aumenta addirittura del 10%. Si tratta di cifre, quindi, da non prendere in alcun modo alla leggera.
Inquinamento e crisi climatica
L’incontro-scontro tra inquinamento e crisi climatica avviene sicuramente attraverso la temperatura, ma non solo; insieme alle ondate di calore, infatti, subentrano ulteriori fattori ad aggravare le condizioni di salute degli abitanti del Pianeta, in particolare l’esposizione al fumo degli incendi: quest’ultima, infatti, infiamma i polmoni e comprime la funzionalità cardiaca.

I ricercatori dichiarano che oscillino tra 339.000 e 675.000 le morti premature annuali causate proprio dai roghi e questi numeri sono destinati ad aumentare, soprattutto in quelle zone dove gli incendi sono diventati ormai un must. Un esempio è dato dal Nord America, dato che solo negli Stati Uniti è stato registrato un aumento del 77% dell’esposizione al fumo degli incendi dal 2002.
Non solo inquinamento atmosferico
Con la parola “inquinamento” non bisogna soffermarsi solo all’aria “cattiva” o ai mari stracolmi di plastica e rifiuti: anche altre forme, come l’inquinamento luminoso e quello acustico, incidono notevolmente e negativamente sulla salute umana. Esporsi eccessivamente a entrambe le tipologie di inquinamento, infatti, può comportare un’alterazione dei ritmi del sonno, infiammazioni a organi vitali, incremento della pressione sanguigna e aumento di peso.
Su questo, Kovacic è stato molto diretto:
Stiamo assistendo a incendi senza precedenti, temperature in aumento, rumore stradale inaccettabile e inquinamento luminoso nelle nostre città e all’esposizione a sostanze chimiche tossiche non testate nelle nostre case. I dati suggeriscono che il numero di persone che muoiono prematuramente a causa di queste forme di inquinamento molto diverse è molto più elevato di quanto attualmente riconosciuto.