Inquinamento acustico: minaccia invisibile per la salute dell’Europa

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

Milioni di europei sono esposti a livelli di rumore eccessivamente alti ogni giorno: è una seria minaccia alla salute!

Rumore
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Una delle minacce più sottovalutate per la salute dell’uomo è quella dell’inquinamento acustico. Questo rischio è particolarmente alto per milioni di persone in Europa. Secondo una recente relazione dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA), infatti, più di un europeo su cinque è esposto a livelli di rumore al di sopra della soglia indicata (55 decibel). Ciò è causato dai classici rumori cittadini: traffico, ferrovie e perfino gli aerei. L’esposizione prolungata può avere seri effetti sulla salute. Le conseguenze principali sono: disturbi del sonno, stress cronico, problemi cardiaci e diabete. È stato stimato, inoltre, che circa 66.000 decessi prematuri ogni anno sono dovuti all’inquinamento acustico.

La fonte principale di rumore, con oltre 92 milioni di cittadini in Europa esposti a livelli superiori ai 55 decibel, è il traffico stradale. Al secondo posto, c’è il rumore ferroviario, che colpisce circa 18 milioni di persone, e quello degli aerei, con 2,6 milioni. Secondo questi dati, circa un cittadino europeo su tre è a rischio.

Quali sono i Paesi europei più rumorosi? Quali quelli più silenziosi?

Rumore, Città
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Ovviamente, l’impatto dell’inquinamento acustico non è omogeneo sul territorio europeo. Tutto dipende da svariati fattori, quali densità del traffico, distribuzione demografica, infrastrutture urbane e politiche ambientali.

Il Paese più colpito è la Francia con circa 24 milioni di persone esposte a rumori costanti in tutta la giornata e perfino di notte. Invece, in Germania sono le ore notturne ad essere quelle più problematiche, colpendo circa 15 milioni di individui. Ma se analizziamo le percentuali, la situazione cambia. Con oltre il 50% di cittadini coinvolti, sono Cipro e il Lussemburgo a svettare nella classifica di nazioni europee più rumorose, seguite da Austria e Francia. Al contrario, Estonia, Slovacchia e Portogallo sono tra gli Stati migliori, mantenendo il 10% della popolazione esposta all’inquinamento acustico.

Cosa consiglia l’AEA per cercare di migliorare la situazione?

Calma
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Ma soluzioni per risolvere questa problematica ci sono e richiedono interventi coordinati in tutta l’Unione Europea. Infatti, l’UE ha già posto come obiettivo da raggiungere entro il 2030 una riduzione del 30% delle persone esposte all’inquinamento acustico. Ma, purtroppo, si procede a rilento.

Per questo l’AEA suggerisce nel rapporto una serie di provvedimenti e accorgimenti per velocizzare questo processo. Innanzitutto, l’agenzia suggerisce una riduzione dei limiti di velocità nelle aree urbane, promuovendo, inoltre, l’utilizzo di pneumatici a bassa rumorosità. In più, per migliorare la situazione dei rumori ferroviari, l’AEA raccomanda l’uso di freni più silenziosi, la manutenzione frequente di treni e binari e una modernizzazione del trasporto delle merci. Per quanto riguarda, invece, il settore aviatorio, si consiglia l’ottimizzazione delle rotte di decollo e atterraggio e un maggiore utilizzo di aerei meno rumorosi.

Ma i suggerimenti non finiscono qui. Altre misure utili per proteggere i cittadini sono l’uso di asfalto fonoassorbente, barriere antirumore e isolamento acustico per gli edifici. Quando tutto manca, si può sempre fare affidamento sugli spazi verdi, piccole oasi di pace e tranquillità nelle città che sono in grado di offrire benessere per i cittadini.