Le temperature alte stanno uccidendo le barriere coralline!
Le temperature elevate degli oceani stanno causando lo sbiancamento dei coralli, mettendo a rischio l’ecosistema delle barriere coralline.

L’aumento delle temperature delle acque negli oceani Pacifico, Atlantico e Indiano stanno causando la morte su vasta scala delle barriere coralline. Lo sbiancamento dei coralli coinvolge ad oggi il 54% delle barriere globali e la percentuale cresce dell’1% ogni settimana. Questo evento potrebbero diventare il peggiore mai registrato in 30 anni, considerando che il primato, registrato nel periodo tra il 2014-2017, si era fermato al 56%.
La notizia è stata rilasciata dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) degli Stati Uniti. Derek Manzello, coordinatore dell’unità della NOAA che monitora lo stato di salute delle barriere coralline ha affermato:
Dal febbraio 2023 all’aprile 2024, è stato documentato un significativo sbiancamento dei coralli sia nell’emisfero settentrionale che in quello meridionale di ciascun principale bacino oceanico.
Lo sbiancamento dei coralli: il fenomeno mortale

Il coral bleaching, ovvero lo sbiancamento dei coralli è un fenomeno che colpisce le barriere coralline, provocando in alcuni casi la morte delle stesse e degli ecosistemi che vi risiedono. Questo evento è sintomo di una forma di stress subita dalle barriere, come l’aumento drastico delle temperature delle acque.
Infatti, quando le temperatura raggiungono valori molto elevati, i coralli reagiscono liberandosi dei microrganismi che li popolano, come le zooxantelle. Questi microrganismi fotosintetici unicellulari, che donano alle barriere il loro colore tipico, sono fondamentali per procurare nutrimento ai polipi dei coralli.
Le conseguenze del coral bleaching sono devastanti, perché comportano la riduzione delle popolazioni di molte specie marine che dipendono sulle barriere coralline per il proprio sostentamento (circa il 25% delle specie marine). Risulta chiaro come la perdita dei coralli e dei loro ecosistemi comporterebbe una reazione a catena su numerosi altri ecosistemi oceanici.
La mappa del coral bleaching: quali sono le aree colpite?

Dai dati rilasciati dalla NOAA, a partire dal 2023, lo sbiancamento delle barriere coralline si è esteso a tutte le regioni tropicali. Le zone colpite sono distribuite su scala globale: dalla Florida ai Caraibi, dal Brasile al Pacifico tropicale orientale, dalla Grande Barriera Corallina australiana agli arcipelaghi del Pacifico come Fiji e Vanuatu, ma anche nel mar Rosso, nel golfo Persico, sulla costa orientale dell’Africa e su quella occidentale dell’Indonesia.
Come detto in precedenza, il fattore principale di questo evento è l’aumento delle temperature. Infatti, la temperatura degli oceani globali ha raggiunto livelli senza precendenti da più di 400 giorni ormai.
Benché non sia la prima volta che il coral bleaching venga registrato negli ultimi 30 anni (nel 1998 furono colpiti il 20% dei coralli, nel 2010 il 35% e tra il 2014 e il 2017 il 56%), questa ondata preoccupa gli esperti. Manzello, infatti, dice:
Mentre gli oceani del mondo continuano a riscaldarsi, lo sbiancamento dei coralli sta diventando sempre più frequente e grave. Quando questi eventi sono sufficientemente gravi o prolungati, possono causare la mortalità dei coralli, danneggiando le persone che dipendono dalle barriere coralline per il loro sostentamento.