Le migliori spiagge in Italia nel 2023: dove vince la sostenibilità
Sono 21 le spiagge premiate con le 5 vele da Legambiente e Touring Club Italiano nell’edizione 2023 della Guida Blu.

Scegliere dove andare al mare è sempre più una sfida. Molte spiagge sono diventate sporche e il mare inquinato. È per questa ragione che Legambiente e Touring Club Italiano stilano ogni anno, fin dal 1999, la Guida Blu. In questo compendio, si trova una classifica delle località marittime, basata sulla qualità dell’ambiente, delle acque e dei servizi.
In vetta alla classifica, troviamo quest’anno la Sardegna con 7 spiagge (Baunei, Domus de Maria, Bosa, Cabras, Posada, Budoni e Santa Teresa di Gallura). A seguire, la Toscana con l’Isola di Capraia, Castiglione della Pescaia, l’Isola del Giglio e Capalbio, la Puglia (Nardò, Porto Cesareo e Vieste) e la Campania (Pollica-Acciaroli-Pioppi, San Giovanni a Piro e San Mauro Cilento) a parimerito. Infine, Sicilia, con Pantelleria e Santa Marina Salina, Basilicata, con Maratea, e Calabria, con Tropea.
Cosa sono le 5 vele e come vengono assegnate?

Per ricevere il riconoscimento delle 5 vele, ci sono diversi criteri che una località balneare deve rispettare. Il principio di fondo è quello di ricevere l’assegnazione da una a cinque vele blu.
I tre settori in cui vengono considerati i diversi parametri sono: qualità dell’acqua; qualità dell’ambiente; qualità dei servizi.
Per quanto riguarda la qualità delle acque, va da sé che il mare debba essere pulito e deve presentare bassi valori di enumerazioni microbiologiche.
L’ambiente, invece, deve essere gestito in modo tale da non inquinare gli spazi. Viene quindi valutata l’efficacia della raccolta differenziata. Ma non solo. Infatti, è importante anche la valorizzazione del paesaggio e la presenza di aree pedonali.
Infine, sono prese in considerazione anche l’efficacia dei servizi e la promozione delle produzioni locali.
Buone pratiche per rispettare l’ambiente in spiaggia

Chiaramente, per mantenere le nostre spiagge pulite, ciascuno di noi deve fare la propria parte e impegnarsi a non inquinare. Ma cosa possiamo fare nel nostro piccolo?
Innanzitutto, la prima regola d’oro è non gettare i propri rifiuti in spiaggia. Se si sceglie un lido, dovrebbero già essere messi a disposizione sacchi per la raccolta differenziata. Ma se non c’è questa opzione, bisogna gestire responsabilmente la propria produzione di rifiuti, gettandoli in un sacchetto e smaltendoli in modo corretto.
Come seconda cosa, facciamo attenzione alle protezioni solari utilizzate. Meglio utilizzare creme biologiche ed ecologiche, senza filtri chimici che danneggiano l’habitat marino.
Un altro comportamento da evitare è quello di spostare piccoli animali marini quali stelle marine, coralli, molluschi e conchiglie. Dobbiamo tutelare l’ambiente marino e lasciare questi piccoli organismi nel loro habitat.
Infine, se si naviga, bisogna rispettare i limiti dalla costa stabiliti dalla Capitaneria di porto. Inoltre, è bene osservare il divieto di navigazione a motore entro i 300 metri dalle coste sabbiose e i 150 metri dalle scogliere e, quando ci si avvicina alla riva, è buona pratica spegnere il motore per evitare danni alla fauna marina e terrestre.