La lenta diffusione dell’eolico in Europa: gli impressionati dati di un report
Dalle statistiche di WindEurope, sembra che la crescita nel settore delle fonti rinnovabili e, in particolare, dell’energia eolica sia più fiacca del previsto, con soli 17 miliardi di euro investiti nel 2022 e il mancato raggiungimento della percentuale di installazioni prevista.

Secondo i rapporti di WindEurope, l’Associazione europea per l’energia eolica, i 17 miliardi di euro investiti dall’Europa sono serviti a finanziare parchi eolici con una capacità di 12 GW, i quali verranno costruiti nei prossimi anni. La cifra dell’investimento, un netto calo rispetto ai 41 miliardi investiti nel 2021, risulta essere la più bassa dal 2009.
Sempre secondo le statistiche di WindEurope, nel 2022, l’energia eolica in Europa ha fornito il 17% della domanda energetica, il che registra un aumento del 2% rispetto al 2021. I maggiori produttori sono stati Danimarca, con il 55% di energia eolica utilizzata, Irlanda, con il 34%, Regno Unito e Germania, con rispettivamente il 28 e il 26%.
Le nuove installazioni hanno incrementato del 4% la capacità di GW (19,1 GW complessivi), e il primato è detenuto dalla Germania, con oltre 2,7 GW, seguita da Svezia e Finlandia entrambe con 2,4 GW e la Francia con circa 2 GW.
Ma sembra che questo leggero aumento rispetto al 2021 non sia affatto abbastanza. Infatti, secondo lo scenario previsto, gli analisti di WindEurope hanno constatato un -12% di installazioni di parchi eolici. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030 sembrano essere ancora troppo lontani.
L’Agenda 2030 sulle energie rinnovabili

Era il 25 settembre 2015, quando i 193 stati dell’Assemblea Generale dell’ONU hanno firmato l’Agenda 2030, 17 obiettivi collegati tra di loro
per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti.
In particolare, il settimo di questi obiettivi è di garantire l’accesso per tutti a un’energia pulita, affidabile e sostenibile.
Per fare ciò, il primo passo è la decarbonizzazione e l’aumento della copertura di energia fornita dalle fonti rinnovabili fino a ricoprire il 30% dei consumi energetici entro il 2030. Quindi, l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici è massima importanza.
L’obiettivo è chiaramente molto impegnativo, considerando gli onerosi lavori infrastrutturali richiesti per l’installazione, il potenziamento e la salvaguardia degli impianti energetici a favore dell’implemento dell’energia rinnovabile.
L’energia eolica in Italia

Se l’Europa sta iniziando a produrre più energia eolica, non è certo grazie all’Italia.
Con un contributo di appena 0,5 GW su 19 GW totali, l’Italia è solo al settimo posto in Europa per nuove installazioni di parchi eolici onshore nel 2022, dietro Germania, Svezia, Finlandia a pari merito, Francia, Regno Unito e Spagna, Polonia, Paesi Bassi e, infine, Turchia.
La causa di questo setback è dovuta a complicazioni burocratiche e ritardi normativi. Ad oggi, infatti, per ottenere le autorizzazioni per le costruzioni di nuovi impianti ci vogliono tra i 5 e i 6 anni, un percorso troppo lungo per una crescita sostanziale nel campo.
Secondo WindEurope, per migliorare questo trend debole, seppur positivo, sono principalmente tre le aree in cui bisogna dare nuove spinte e nuovi stimoli: norme e iter autorizzativi, i quali vanno semplificati; stabilità per gli investitori; investimenti nella catena del valore dell’eolico.