La Groenlandia continua a sciogliersi

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Più il caldo aumenta, più la Groenlandia si scioglie con conseguenze che coinvolgono tutto il mondo. Secondo un ultimo studio statunitense, infatti, entro il 2100 i mari potrebbero alzarsi di (altri) 30 centimetri.

Groenlandia
Autore: Jean-Christophe ANDRE da Pixabay

La Groenlandia è un vero e proprio simbolo della lotta al cambiamento climatico: remota e incontaminata, è protagonista indiscussa delle cronache quotidiane poiché i suoi ghiacciai continuano a sciogliersi senza sosta. Quelli del nord hanno già perso oltre il 30% del loro volume totale, il che ha favorito l’innalzamento del mare del 17,3%. E la situazione tende solo a peggiorare.

Lo studio USA

Un recente studio condotto dagli scienziati della Durham University e dell’Ohio State University e pubblicato sulla rivista Nature Geoscience parla molto chiaro: la calotta glaciale della Groenlandia si sta sciogliendo più rapidamente del solito per colpa del cambiamento climatico.

E il suo scioglimento non può essere sottovalutato, soprattutto perché è stato già associato a un innalzamento di 14 millimetri del livello del mare e, continuando in questo modo, entro il 2100 si potrebbe arrivare anche a 30 centimetri. Appare chiaro, quindi, come numerose località costiere di qualsiasi parte del mondo siano fortemente a rischio sommersione.

Ma non solo, perché gli scienziato hanno anche scoperto che ai margini della Groenlandia, lì dove si incontrano mare e ghiacciai, l’accelerazione nella velocità del flusso glaciale è associata a significativi aumenti del volume dei crepacci, che diventano quindi sempre più grandi e sempre più profondi.

Attenzione agli iceberg

Cosa significa? Molto semplice: man mano che i crepacci aumentano di volume vanno, al contempo, ad alimentare i processi che muovono più velocemente i ghiacciai della calotta glaciale, spingendo acqua e calore all’interno della calotta e favorendo, di conseguenza, il distacco di iceberg nell’oceano.

Si tratta di un effetto domino che, a primo impatto, farebbe pensare alla tragedia del Titanic: un iceberg gigante nel bel mezzo dell’oceano che è costato la vita a centinaia di persone. E il fatto che sia passato più di un secolo dalla tragedia non significa che la storia possa ripetersi.

Come intervenire?

La politica, da parte sua, contribuisce poco o niente. É ormai noto, infatti, che il neoeletto presidente Usa, Donald Trump, abbia dichiarato di voler annettere (se non acquistare) la Groenlandia. E bisogna ricordare che il Tycoon non crede in alcun modo alla crisi climatica. Questo non fa altro che aggravare la situazione della Groenlandia, dove i segni del cambiamento climatico sono non solo evidenti, ma anche gravi.

In pratica, al momento, l’isola si trova a dover combattere su tre fronti: quello della crisi climatica, quello dell’impatto ambientale e quello dell’espansionismo territoriale da parte di Trump. Peccato, però, che non ci sia alcuna strategia da adottare, né armi da imbracciare per cercare perlomeno di non perdere miseramente.

scioglimento ghiacciai
Photo by Lurens – Pixabay

Nel frattempo, i ghiacciai continuano a sciogliersi e non solo in Groenlandia; anche in Italia accade lo stesso, basti pensare alla Marmolada che potrebbe presto scomparire per sempre, o ai ghiacciai dell’Ungheria, ormai prossimi all’estinzione. La situazione è critica, ma a preoccuparsi sono davvero in pochi.

La Groenlandia continua a sciogliersi: foto e immagini