Kashmir, svolta QR per l’ambiente e salvaguardare il Chinar

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Una nuova frontiera, quella che unisce tech ed ambiente sta rivoluzionando la lotta per la salvaguardia del Chinar. Lo stato del Kashmir ha deciso di optare una soluzione ad hoc per prevenire e avvalorare la conservazione e combattere l’estinzione di questo albero.

Kashmir
Photo by labeeb-wani – Pixabay

Biodiversità, territorio e cultura

La biodiversità esprime il suo territorio e le eventuali perdite costituiscono la peggiore delle realtà che i cambiamenti climatici stanno conducendo di fronte ai nostri occhi, come documentato dagli scatti del Washington Post vincitrici del Premio Pulitzer per la fotografia 2020.

Un fattore che oltre a toccare gravemente i suoi abitanti più prossimi, il mondo animale, contagiando la fauna, spesso va a collimare negativamente sull’ambiente e sulla sua particolare vegetazione. Una natura che coinvolge e coglie anche l’uomo, i cui comportamenti hanno arrecato ad oggi una drastica necessità di revisione della bilancia sostenibile, come precisano l’Agenda 21 e il Protocollo di Kyoto.  Un rapporto che sta vedendo anche i paesi dell’area asiatica ad essere i primi investiti dalla morsa della leopardiana natura, con catastrofi e devastazioni che spesso distruggono interamente megalopoli, facendone segni di civiltà millenarie e moderne.

Tra gli ultimi protagonisti della perdita di biodiversità e natura è l’albero Chinar, mero emblema culturale e naturale del mondo asiatico, a nord della penisola indiana. Un feticcio che dalla natura è entrato nella diatriba etnica tra Pakistan e Kashmir, entrambi rivendicandone il primato e l’origine.

Il Chinar è un platano orientale, sfruttato particolarmente per legna e scopi terapeutici, ciononostante possiede una carica spirituale legata al santo sufi Syed Qasim Shah che, a Chattergam, nel distretto di Budgam nello stato del Kashmir, avrebbe dato via alla sua coltura.

Proprio lo stato del Kashmir ha deciso di attuare la svolta atta alla salvaguardia e alla prevenzione contro l’estinzione di questo simbolico albero.

Kashmir, QRcode for Chinar

Kashmir
Photo by VineetCivi – Pixabay

Lo stato del Kahmir ha avviato una politica determinante e precisa, unendo le nuove tecnologie e la sostenibilità per conservare e vincere la battaglia con l’ambiente. Sono già tanti gli esemplari di Chinar soggetti al processo di geotagging e applicazione di QRcode.

In tal modo è possibile monitorare non solo la quantità numerica, ma anche aspetti qualitativi di ogni albero quali età, posizione, status, flora. Una soluzione che permette a studiosi nel campo botanico ed ambientalista di non smettere mai di comprendere le manovre che cambiamenti e criticità agente. Informazioni accessibili anche al pubblico comune, che grazie a smartphone e android, può inquadrare il codice Qr e fruire facilmente di queste.

Una nuova direzione

Un albero che intraprende un lungo iter, 150 anni, per raggiungere lo splendore di 30 metri. Si stima che il più antico siti nell’area periferica di Srinagar e abbia oltre 6 secoli e mezzo. Proprio la crescita dell’urbanesimo è stato tra gli effetti cardini per la sua dispersione, con pratiche selvagge di disboscamento, unito alla forte conflittualità con i vicini paesi di India e Pakistan.

Questa svolta ambientalista apportata dal Kashmir, rientra sulla scia di una forte ondata anni 90′ che dopo la Korea del Sud e Taiwan, negli ultimi anni ha trovato forte sensibilizzazione. I rischi ambientali diventano infatti la prima sciagura di piaghe ulteriori.

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