Italia riduce i gas serra, ma ISPRA segnala criticità

Autore:
Fabiola Criscuolo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Le emissioni in Italia relative ai gas serra sono in calo. A dirlo è il nuovo rapporto ISPRA, eppure alcuni settori continuano a presentare criticità.

Emissioni, Carbonio
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Quello delle emissioni dei gas serra in Italia è un problema che si cerca di controllare ormai dal 1990 e che, negli anni, continua a essere monitorato. Il rapporto ISPRA 2025 presenta in questo senso dei dati abbastanza positivi, dimostrando una diminuzione degli stessi.

L’obiettivo dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale è quello di monitorare i livelli di emissioni presenti nell’aria e stilare, a cadenza biennale, un rapporto, presentato quest’anno durante il convegno “Decarbonizzazione: costruire un futuro a emissioni zero” al Senato. L’obiettivo è quello di valutare lo stato attuale e gli scenari futuri rispetto agli impegni nazionali nei confronti europei e non solo.

Sebbene i dati siano positivi, grazie al comparto energetico, emergono ancora molte criticità dovuta in modo particolare al settore dei trasporti.

Emissioni in Italia: cala il trend ma non per tutti i settori

Emissioni, Carbonio
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Il rapporto ISPRA evidenzia un calo del 3% delle emissioni del 2024 rispetto a quello dell’anno precedente. Ciò è dovuto in modo particolare al settore dell’energia elettrica che, negli ultimi anni, ha beneficiato di tecnologie a minori emissioni. Nel complesso, possiamo notare dal 1990 un calo delle emissioni del 64% della produzione energetica,

Non possiamo dire però lo stesso rispetto ad altri settori e, in modo particolare, a quello dei trasporti che rappresentano, nel calcolo delle emissioni, il 28% del totale nazionale. Qui notiamo un aumento del 7% dal 1990, con picco fino al 2007, poi calo per la crisi economica e nuova crescita successiva. Oltre il 90% delle emissioni del settore proviene dal trasporto stradale.

A rappresentare la criticità è in particolare il parco auto numeroso, obsoleto e basato su motori a benzina e gasolio. Ma anche la mancanza di mezzi pubblici adeguati aggrava il quadro.

Al calcolo delle emissioni contribuiscono poi anche altri settori, in particolare quello residenziale per il 18%, dove le stesse sono dovute in particolare agli impianti di climatizzazione domestica, quello dell’industria manifatturiera, che negli anni conta sempre di più su tecnologie all’avangiardia. A preoccupare sono però ancora il settore agricolo e quello della gestione dei rifiuti, che incidono rispettivamente per l’8,4% e per il 5,3%.

L’andamento dal 1990

Dati
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I dati presentati dall’ISPRA presentano un quadro più completo delle emissioni in Italia, mostrando come, dal 1990 al 2023, le stesse siano calate del 26,4%. I numeri più significati arrivano dal settore energetico quello dell’industria manifatturiera e quello dei processi industriali che registrano tutti un calo del 45%, nell’ultimo caso anche grazie al minor utilizzo del cemento. Seguono l’agricoltura, con un calo del 15,6% e i settore residenziale con il 13,4% grazie agli ultimi lavori promossi dalle politiche statali.

L’obiettivo da raggiungere è però quello europeo che punta a una diminuzione del 55% entro il 2030 e alla neutralità climatica entro il 2050. In questo senso l’Italia è in linea grazie alla riduzione ETS-1 con un calo del 62% rispetto al 2005 grazie a grandi impianti, aviazione e trasporti marittimi, e l’obiettivo LULUCF che prevede assorbimento di CO₂ tramite uso e gestione del suolo. Eppure si registrano ritardi nell’Effort Sharing, ovvero le emissioni non ETS come trasporti, residenziale, rifiuti, industria non ETS.

In questo senso non sono sufficienti i risultati finali, ma occorre rispettare anche i tetti annuali fino al 2030. Su questo l’Italia è inadempiente per 2021, 2022 e 2023, e il trend è preoccupante anche per il 2024. Ciò perché le emissioni Effort Sharing rappresentano il 70% delle emissioni totali italiane.

Occorre quindi una riduzione della domanda di mobilità privata, una transizione tecnologica nei trasporti e delle shift modale. Non sono poi da sottovalutare un’integrazione maggiore delle fonti rinnovabili e investimenti in dati, monitoraggio e ricerca per supportare politiche più efficaci.

Italia riduce i gas serra, ma ISPRA segnala criticità: immagini e foto

Anche se i nuovi dai dimostrano un trend in calo delle emissioni, analizzando i singoli settori vengono alla luce le diverse difficoltà.