Italia: il prezzo del cambiamento climatico
In Italia durante il 2023, le spese per coprire i danni causati dalla crisi climatica sono state le più alte mai registrate.

Che le conseguenze del cambiamento climatico siano sempre più tangibili e pesanti da sostenere non sorprende, ma quanto “costa” l’attuale crisi climatica?
A fare il punto della situazione la presidentessa dell’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), Maria Bianca Farina, durante l’assemblea nazionale dell’associazione tenutasi lo scorso 2 luglio a Roma.
Il prezzo della crisi climatica

La crisi climatica si riflette in tutti gli ambiti della vita sulla Terra: le conseguenze di temperature sempre più elevate, dell’inquinamento e dell’uso spropositato di risorse non solo costano tanto a livello ambientale – con conseguenze devastanti sulla salute di tutti gli esseri viventi – ma implicano anche spese molto alte.
Basti pensare che a livello globale, solo nel corso del 2023, l’industria assicurativa è arrivata a dovere coprire quasi 100 miliardi di euro di danni causati da catastrofi naturali.
Per quanto riguarda l’Italia, lo scorso anno si sono raggiunte spese mai registrate prima per coprire sinistri causati dalla crisi climatica. A fare il punto della situazione Maria Bianca Farina (presidentessa dell’ANIA) la quale lo scorso 2 luglio a Roma, ha anche presentato l’edizione 2024 del report ANIA, che contiene i dettagli sulle spese affrontate dalle imprese assicuratrici in Italia.
In Italia più di 6 miliardi per coprire i danni della crisi climatica

Stando ai dati dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA) nel corso del 2023 in Italia, le spese per coprire i danni assicurati – causati dalla crisi climatica – hanno raggiunto vette mai viste prima.
Tali spese superano infatti i 6 miliardi di euro; gran parte della somma (5,5 miliardi) è stata utilizzata per coprire i danni causati da eventi atmosferici estremi sul territorio italiano – dai quali l’Italia è stata particolarmente colpita -.
Quasi un miliardo invece è stato destinato alle “sole” alluvioni in Emilia-Romagna e Toscana (nello specifico, le perdite registrate nelle due regioni dopo le alluvioni equivalgono a 800 milioni di euro).
Nel “presentare il conto” durante l’evento del 2 luglio (ove presenti erano anche il presidente della repubblica Sergio Mattarella e il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani) la presidentessa dell’ANIA Maria Bianca Farina ha dunque ribadito l’importanza di azioni reali per fronteggiare il cambiamento climatico, in un paese che sembra rimanere indietro e “sotto-assicurato”:
Il cambiamento climatico è una sfida cruciale. Assistiamo a catastrofi naturali sempre più estreme, frequenti e distruttive, che mettono a rischio un numero sempre maggiore di persone e beni.
La speranza dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA) è che vi sia un rapido ampliamento del raggio di azione della copertura assicurativa contro le calamità naturali, che possa arrivare anche alla proprietà immobiliare privata, anche attraverso – suggerisce ANIA, almeno per le prime volte – incentivi di tipo fiscale.
Un modo per stimolare anche i cittadini a “proteggersi” in quanto stando ai dati, gli italiani dal punto di vista assicurativo pensano ancora poco alle calamità naturali: di 35,3 milioni unità abitative sul territorio italiano, solo il 6% è coperto a livello assicurativo e per quanto riguarda i 4,5 milioni di aziende italiane, solo il 5% di esse ha un’assicurazione contro possibili danni causati da eventi meteorologici estremi.