Inquinamento: città italiane sotto attacco a causa di traffico e impianti di riscaldamento

Traffico e riscaldamento delle case sono le principali fonti di inquinamento nelle città italiane. A svelarlo l’ultima ricerca condotta da Altroconsumo.

Traffico
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Polveri sottili, ossidi d’azoto, ammoniaca. Sono queste le principali fonti di inquinamento, generate soprattutto dalle attività umane, che contribuiscono a contaminare l’aria che ogni giorno respiriamo. Ad affermarlo un’indagine specifica effettuata recentemente da Altroconsumo, l’organizzazione che da più 50 anni agisce in tutela dei consumatori italiani.

L’influenza negativa delle attività antropiche

inquinamento città italiane
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Nel dettaglio, la leadership delle sostanze inquinanti spetta senza dubbio al particolato. Con questo termine si indica un’insieme di polveri estremamente dannose che possono avere anche un’origine naturale, nel caso provengano da incendi, eruzioni vulcaniche o erosione delle rocce, ma la maggior parte delle volte derivano principalmente dalle attività antropiche tra cui processi industriali, edilizia e traffico di veicoli.

In quest’ultima circostanza è opportuno comprendere che la nascita delle polveri non dipende in maniera esclusiva dalle marmitte, ma anche dall’erosione delle parti meccaniche del veicolo.

Grazie alle loro microscopiche dimensioni, un millesimo di millimetro per il PM10 e un valore ancora più piccolo per il PM2,5,  le polveri sono in grado di penetrare pericolosamente nell’organismo attraverso le vie respiratorie e causare gravi patologie cardiovascolari e polmonari. 

Anche nel caso degli ossidi d’azoto la principale fonte d’origine è collegata alla mano dell’uomo e in particolare deriva dai processi di combustione ad alta temperatura, come quella che avviene nei motori delle auto. In altre situazioni questi composti chimici possono scaturire da centrali termoelettriche o, più in generale, da tutti gli impianti di combustione di tipo industriale. Nelle aree urbane a forte traffico gli ossidi d’azoto possono produrre anche inquinanti secondari, tra cui il biossido d’azoto capace di intaccare l’apparato respiratorio. Inoltre gli NOx possono contribuire alla formazione di piogge acide.

L’ammoniaca è invece un gas tossico in grado di produrre particolato secondario. Deriva principalmente dalle attività agricole, ma può essere generata anche dal trasporto stradale, dal trattamento dei rifiuti, da camini e stufe e dalla combustione di carburanti.

L’inquinamento nelle città italiane deriva da traffico e impianti di riscaldamento

Caldaia, Gas
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Particolarmente preoccupante è il fatto circa tre italiani su quattro risiedano in un territorio inquinato dove la concentrazione di polveri sottili supera i limiti stabiliti per la tutela della salute. Le emissioni inquinanti sono principalmente diffuse in città a causa del traffico e del riscaldamento delle case durante il periodo invernale. Gli altri elementi che condizionano negativamente la qualità complessiva dell’aria possono essere collegati a fattori atmosferici, alle industrie produttrici di energia ed anche alle attività agricole in generale.  Nel corso del 2023 sono state individuate ben 58 città italiane in cui la concentrazione media di polveri sottili ha superato il limite di riferimento di 10 microgrammi per m3.

Gli sforzi per ridurre le emissioni inquinanti sarebbero più efficaci se compiuti in un’ottica collettiva. In questo senso le amministrazioni comunali dovrebbero agire in maniera maggiormente incisiva attraverso nuove strategie che comprendano anche campagne di comunicazione più chiare ed esplicative.

Nello stesso tempo Altroconsumo suggerisce una serie di consigli utili da seguire per migliorare individualmente la qualità dell’aria, come abbassare la temperatura in casa anche solo di un grado, sostituire i vecchi impianti di riscaldamento oppure usare il meno possibile l’automobile per gli spostamenti.

Traffico e riscaldamento inquinano le città italiane: foto e immagini