Incredibile: scoperto in Valtellina un ecosistema preistorico

Autore:
Elisa Cardelli
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Nel Parco delle Orobie Valtellinesi sono stati ritrovati dei reperti risalenti al Paleozoico. Questi rinvenimenti sono emersi grazie allo scioglimento dei ghiacciai che ha portato alla luce una lastra di arenaria di risalente a circa 280 milioni di anni fa. 

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Valtellina
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Pochi giorni fa, sulle montagne della Valtellina – in provincia di Sondrio – sono emerse dallo scioglimento dei ghiacciai alcune lastre di arenaria che mostrano la presenza di un ecosistema preistorico risalente a circa 280 milioni di anni fa. Sopra alla pietra sedimentaria formata da granuli di sabbia, infatti, gli esperti hanno riconosciuto la presenza di orme di specie che vivano nell’età Paleozoica.

In Valtellina è emerso un ecosistema risalente a 280 milioni di anni fa

Preistoria
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I reperti risalenti al periodo Permiano del Paleozoico sono emersi nel Parco delle Orobie Valtellinesi in seguito allo scioglimento della neve e dei ghiacciai causato dal cambiamento climatico. Le lastre che mostrano la presenza di un ecosistema preistorico sono state poi recuperate a 3.000 m di altezza da un elicottero attrezzato in maniera specifica per consentire di non rovinare tali preziosi ritrovamenti.

Presso il Museo delle Scienze Naturali di Milano sono stati presentati alcuni esemplari di fossili recuperati che risalgono a circa 280 milioni di anni fa. Durante l’evento, l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, ha affermato che

Le esplorazioni sono solo iniziate. Voglio complimentarmi con il team scientifico dei nostri musei perché fin dalle prime ricerche, questa scoperta conferma il ruolo centrale dei musei scientifici di del Comune di Milano nelle ricerche sul campo. In sinergia con la soprintendenza e con l’Università di Pavia le esplorazioni sono appena iniziate e produrranno risultati che potranno vedere con i loro occhi nel Museo di Storia Naturale.

Si riconoscono orme di invertebrati e tetrapodi preistorici

Impronte, Sassi
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Gli scienziati hanno immediatamente notato la presenza di orme di tetrapodi (ovvero rettili e anfibi) e di invertebrati (ovvero insetti e artropodi). Tali orme sono molto interessanti perché rivelano dove tali specie animali si muovevano nel periodo dell’età Paleozoica. Queste orme risalgono al periodo antecedente rispetto a quando c’erano i dinosauri, ma comunque alcune di esse sono molto grandi a testimonianza che gli autori di esse avevano una lunghezza fino 3 m.

Gli esperti hanno poi notato che sopra ad alcune superfici sono fossilizzate orme di almeno cinque diversi tipi di animali. Grazie a questi fossili conservati perfettamente risulta ora possibile effettuare delle ricostruzioni paleoecologiche parecchio dettagliate.

Uno degli studiosi, il geologo Ausonio Ronchi dell’Università di Pavia, ha spiegato che

Le impronte sono state impresse quando queste arenarie e argilliti erano ancora sabbie e fanghi intrisi di acqua, ai margini di fiumi e laghi che periodicamente, secondo le stagioni, si prosciugavano. Il sole estivo, seccando quelle superfici, le indurì al punto tale che il ritorno di nuova acqua non cancellava le orme ma, anzi, le ricopriva di nuova argilla formando uno strato protettivo.

Lorenzo Marchetti, icnologo del Museo di storia naturale di Berlino e altro autore della ricerca, ha precisato che

La grana finissima dei sedimenti, ora pietrificati, ha permesso la conservazione di dettagli talvolta impressionanti, come le impronte dei polpastrelli e della pelle del ventre di alcuni animali. Forma e dimensioni delle tracce indicano una qualità di preservazione e una paleo-biodiversità notevole, probabilmente anche superiore a quella osservata in altri giacimenti della medesima età geologica nel settore orobico e bresciano.

In Valtellina c’è un ecosistema preistorico: foto e immagini

Ora che abbiamo visto tutti i dettagli relativi all’ecosistema preistorico scoperto in Valtellina, possiamo prenderci un momento ancora per scorrere le foto raccolte nella seguente galleria immagini.