Il ritorno del metalupo: riportata in vita una specie estinta!

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

Romulus, Remus e Khaleesi, i tre cuccioli di metalupo nati dopo 10 mila anni di estinzione grazie all’ingegneria genetica.

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Photo by Colossal Laboratories & Biosciences

La Colossal Biosciences, una startup di biotecnologie con sede a Dallas, in Texas, dichiara di aver “riportato in vita” il metalupo. Questa specie di canide, anche nota col nome enocione, era una specie antichissima, estinta circa 10 mila anni fa.

La Colossal Biosciences, attraverso un complesso processo basato sull’utilizzo della tecnologia CRISPR, ha ricostruito il genoma del metalupo, estraendo il DNA da fossili antichi. Così facendo, il team di ricercatori ha modificato i geni del lupo grigio in modo da somigliare a quelli del metalupo, ottenendo, attraverso l’impiantamento degli embrioni in “madri surrogate”, cuccioli di enocione. In questo modo sono nati Romulus e Remus il primo ottobre 2024 e Khaleesi il 30 gennaio 2025.

Questo evento segna un passo importantissimo nel campo della biotecnologia e della de-estinzione, anche se non tutti gli scienziati sono d’accordo nel dire che l’enocione sia veramente de-estinto.

Il processo tecnico di creazione e i dubbi sul successo del progetto

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Photo by Colossal Laboratories & Biosciences

Ma come hanno fatto gli scienziati a “creare” nuovi esemplari di metalupo? Innanzitutto, gli scienziati hanno estratto il DNA di un lupo grigio per modificare 14 geni all’interno del nucleo e ricreare le caratteristiche dell’enocione. Per poter determinare quali fossero, effettivamente, i cambiamenti da ingegnerizzare, è stato analizzato il genoma del metalupo in due campioni antichi: un dente di 13.000 anni fa trovato in Ohio e un osso di orecchio di 72.000 anni fa ritrovato in Idaho.

A differenza della clonazione in senso tradizionale, in questo lavoro, quindi, non c’è stata l’inserimento del DNA dell’enocione nel genoma del lupo grigio, ma hanno apportato una serie di modifiche, creando 45 embrioni. Questi embrioni, in seguito, sono stati impiantati nelle madri surrogate per portare avanti le gravidanze.

Ma, come anticipato in precedenza, non tutti gli scienziati sono convinti dell’effettivo successo di Colossal Biosciences. Infatti, secondo quanto dicono gli esperti, i tre cuccioli di “metalupo”, seppur avendo tratti fenotipici della specie estinta, hanno un patrimonio genetico ancora principalmente caratteristico del lupo grigio. L’obiettivo è stato, quindi, quello di ottenere un fenotipo simile nel modo più sicuro ed efficace possibile, minimizzando i rischi legati all’introduzione di sequenze genetiche completamente nuove.

L’accento è sulla conservazione e sulla preservazione

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Photo by Colossal Laboratories & Biosciences

Nonostante le polemiche sul successo e sull’etica del progetto, la startup americana ha una visione ottimistica del futuro della de-estinzione. Un obiettivo fondamentale della ricerca portata avanti da Colossal è quello della conservazione della biodiversità. La direttrice scientifica di Colossal,  Beth Shapiro, sostiene, infatti,

Vogliamo usare questo progetto per attirare l’attenzione sulla situazione dei lupi grigi, che in questo momento hanno davvero bisogno del nostro aiuto e del nostro sostegno, e per riflettere su ciò che i predatori possono fare in un paesaggio.

La possibilità di riportare in vita specie estinte potrebbe avere un fortissimo impatto sulla Terra, soprattutto per quanto concerne anche la preservazione degli ecosistemi minacciati. E, magari, la curiosa creazione dei tre cuccioli di “enocione” possono rappresentare un nuovo slancio innovativo nel campo della conservazione e della preservazione delle specie e degli ecosistemi.

Cuccioli di metalupo: foto e immagini