Il riscaldamento globale…e il cambio delle stagioni

Autore:
Samantha Patente
  • Laureanda in Scienze della Comunicazione
Tempo di lettura: 4 minuti

Il riscaldamento globale è nuovamente in primo piano e influisce sui cambi di stagione.

Stagioni
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Gli anziani erano soliti dire

Non esistono più le mezze stagioni.

Un’affermazione coerente con il tempo che stiamo vivendo. Il riscaldamento globale sta influenzando notevolmente le stagioni. Un esempio lampante? L’evidente riduzione della durata di inverno e primavera, che diventano brevi periodi transitori, lasciando spazio alle due stagioni protagoniste: autunno ed estate.

Lo studio viene dagli Stati Uniti

La natura cambia e con essa cambiano i tempi e le temperature. Stiamo assistendo quotidianamente ad un processo che vede lentamente sparire inverno e primavera, classificandole come stagioni transitorie.

Un fenomeno che vede l’attenzione di Richard Primack, biologo della Boston University (Usa), che da diversi anni sta studiando questo lento e progressivo cambiamento.

Primack ha analizzato i dati raccolti dal filosofo ambientalista Henry David Thoreau che osservò, a metà dell’800, i cambiamenti rispetto ai tempi di fioritura e le migrazioni di alcune specie di uccelli, nella zona di Concord e in particolare attorno al lago Walden.

Ha confrontato i dati raccolti negli ultimi 20 anni con quelli prodotti da Thoreau verificando come ad esempio, le foglie, stiano progressivamente anticipando i tempi.

Alberi come querce e aceri mettono le foglie due settimane prima. L’anticipo è più marcato nelle primavere più calde, meno in quelle più fredde

ha dichiarato Primack.

Lo studio ha evidenziato anche come, a Concord, le foglie compaiano 5 giorni prima per ogni grado di incremento termico, nel periodo tra marzo e aprile.

Considerando inoltre l’aumento di circa 3 °C in questa regione del Nordamerica negli ultimi 160 anni, le foglie germogliano approssimativamente due settimane in anticipo.

Una primavera in anticipo: i rischi ed i benefici

Primavera
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Primack ha affermato:

Avere foglie e fiori prima può essere un beneficio per la pianta, perché permette di avere una più lunga stagione per la crescita.

Tuttavia, questo anticipo può rendere le piante più vulnerabili alle gelate tardive, che possono uccidere le giovani foglie e i fiori, danneggiando la pianta.

In risposta al rischio delle gelate primaverili, alcune specie, si sono adattate sviluppando vere strategie di sopravvivenza. Alcuni alberi hanno dimostrato un buon adattamento producendo foglie più tardi nella stagione. Un comportamento che funge da protezione dalle gelate tardive che potrebbero attaccare le foglie e danneggiarle.

Si tratta di un affascinante esempio di come le piante siano in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici e alle condizioni ambientali specifiche delle loro aree geografiche.

Ma si corrono anche importanti rischi e lo studioso ha infatti aggiunto che

Una primavera anticipata inoltre può aumentare la possibilità di avere ondate di calore in estate. Quindi tutto sommato una primavera più calda e precoce può non essere un grande vantaggio per la maggior parte delle piante e di sicuro c’è incertezza su cosa porteranno questi cambiamenti. In caso di condizioni drammaticamente più calde alcune piante potrebbero non sopravvivere, per una combinazione di temperature alte e più attacchi di insetti e malattie.

E gli uccelli?

Come stanno rispondendo gli uccelli a questa situazione? Le specie studiate mostrano una risposta più debole al riscaldamento. Ci sono migratori, infatti, che arrivano alcuni giorni prima e altri, al contrario che arrivano alcuni giorni dopo.

Alcune specie hanno anticipato il loro ritorno:

  • il vireo canoro di 9 giorni;
  •  l’ittero di Baltimora 2 giorni.

altri ritardano il loro arrivo rispetto alla metà dell’800

  • la rondine 9 giorni;
  • il tordo acquaiolo fornaio 8 giorni.

L’arrivo primaverile degli uccelli è comunque abbastanza stabile, ma tuttavia c’è un’annotazione: le specie che hanno spostato in avanti la migrazione tendono a provenire da aree relativamente vicine.

Occorre agire, subito

Con la primavera in anticipo, gli uccelli che modificano i loro schemi migratori e, addirittura, altri animali, come gli stambecchi, che cambiano le proprie abitudini ci troviamo davanti a sfide globali che richiedono un’azione concreta e pronta. Dobbiamo agire responsabilmente per mitigare ulteriori danni e supportare la biodiversità del nostro pianeta.

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