Il cambiamento climatico impatta sulla tratta delle persone in Sierra Leone

Autore:
Natalia Vittore
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Il cambiamento climatico non arresta la tratta delle persone in  Sierra Leone, anzi la favorisce aumentandone i numeri!

Mani in catene
Photo by alery Sidelnykov

La tratta delle persone è una realtà più vera che mai:  in Sierra Leone, questa attività che mette a rischio la sicurezza di migliaia di vittime ogni anno, vede un significativo aumento delle persone coinvolte.

Tutto ciò anche a causa del cambiamento climatico, vediamo perché.

La fiducia nelle persone e i cambiamenti climatici

Il clima cambia, le condizioni  di vita diventano precarie, difficili, invivibili e portano migliaia di persone, nel mondo, ad affidarsi ai trafficanti, nel tentativo di migrare e trovare condizioni più stabili e sicure.

La Sierra Leone, insieme a Burundi  e Zimbabwe, è tra i paesi più poveri al mondo, condizione che affligge la popolazione e che si aggrava a causa degli effetti del cambiamento climatico.

Ecco perché le persone, in particolar modo le donne, sognano un futuro migliore, equilibrio e benessere.

La Sierra Leone diventa così origine e meta di destinazione per migliaia di vittime reclutate per essere successivamente trasferite presso centri urbani oppure miniere, anche all’estero.

Nasce un sistema basato su pratiche ingannevoli o fraudolente, che attira prevalentemente donne alla ricerca di nuove opportunità di lavoro.

False promesse di impieghi o condizioni di vita migliori, attirano le persone, abbagliate da una fiducia riposta negli individui sbagliati.

Inganni e false promesse

Il sistema utilizzato dai trafficanti è terribile: assumono le sembianze di affidabili datori di lavoro, coprono le spese di viaggio e ottengono permessi e visti.

Un quadro apparentemente favorevole, ma il prezzo da pagare è terribile:  il controllo sulla vita delle persone coinvolte.

Le donne vengono ingannate attraverso allettanti proposte di impieghi in qualità di tate, cameriere e commesse nei paesi di destinazione.

Giunte in loco vengono private dei propri passaporti, costrette alla schiavitù e, nella maggior parte dei casi, sottoposte ad abusi sessuali e violenze.

L’impatto del cambiamento climatico

Come afferma il sito LifeGate attraverso un recente articolo, il cambiamento climatico sta impattando su una situazione già critica, ma non solo in Sierra Leone che sicuramente è tra i paesi più vulnerabili e incapace di gestire eventuali conseguenze.

Per quale motivo? Attualmente, la situazione presenta:

  • Un terzo della popolazione che risiede sulle coste a rischio di inondazioni.
  • Le isole, che subiscono gli effetti dell’innalzamento del livello del mare.
  • Il settore agricolo messo a dura prova, causando la migrazione delle persone verso le colline, soggette a frane e smottamenti.

Entro il 2030, si prevede che il 50% della popolazione mondiale vivrà in aree costiere a rischio inondazione, tempeste e tsunami.

Le regioni dell’Africa Occidentale e centrale sono protagoniste di questo quadro e suscettibili a eventi improvvisi oppure al degrado del territorio, alla siccità e all’ erosione costiera.

La Sierra Leone registra il 60% di disoccupazione giovanile ed un impatto sempre più evidente che provoca una crescente migrazione, favorendo il traffico degli umani.

La complessa intersezione di vulnerabilità socio-economiche e impatti climatici intensifica le sfide e richiede un’ attenzione urgente e mirata, a livello globale.

La crisi climatica sta danneggiando l’ambiente e provocando vittime e morti, ovunque.

Basti pensare al nuovo rapporto presentato in occasione del WEF che prevede, entro il 2050,  l’eventualità di 14.5 milioni di vittime a livello mondiale!

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