I Paesi più inquinati del mondo: il report IQAir 2025

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

L’inquinamento atmosferico continua a essere una delle sfide ambientali principali a livello globale e il 2025 conferma una tendenza preoccupante, con Paesi che registrano livelli di smog e polveri sottili ben al di sopra dei limiti raccomandati dall’OMS.

Smog e inquinamento
Autore: teksomolika / Freepik

Il nuovo Rapporto sulla qualità dell’aria nel mondo pubblicato da IQAir lascia poco all’immaginazione: l’emergenza inquinamento è sempre più forte in ogni parte del mondo e le cause principali risiedono nell’industrializzazione, nell’uso massiccio di combustibili fossili e nel traffico cittadino.

I Paesi asiatici sono i più inquinati

Per ottenere i dati, è stata analizzata la qualità dell’aria nelle principali città del mondo, evidenziando le zone più critiche proprio per la concentrazione di PM2.5 (particolato fine). Il risultato è il seguente: i Paesi dell’Asia meridionale dominano la classifica (come sempre), in primis l’India e il Pakistan con livelli di inquinamento estremamente elevati. Le città più colpite sono Delhi, Lahore e Dacca, dove milioni di persone respirano ogni giorno aria altamente nociva per la loro salute.

Ma a cosa è legato questo altissimo tasso di inquinamento in queste regioni? I fattori sono diversi: intanto, la rapida urbanizzazione e l’aumento della popolazione hanno incrementato l’industria e il traffico stradale; poi, l’ampio uso di carbone per la produzione di energia e la combustione agricola contribuiscono sempre più all’accumulo di sostanze nocive nell’atmosfera. Infine, condizioni meteorologiche come le escursioni termiche e la scarsa ventilazione non fanno altro che peggiorare ulteriormente la situazione, dato che trattengono gli inquinanti al suolo.

Si tratta di emergenza sanitaria

Pur avendo adottato efficaci misure di contenimento, la Cina continua a registrare tassi di smog eccessivamente elevati, in particolare nelle aree industriali. Le fanno compagnia altri Paesi come il Bangladesh e alcune nazione del Medio Oriente, dove l’unione tra attività industriali e fattori climatici rende l’aria semplicemente irrespirabile.

L’aspetto più grave riguarda, ovviamente, le conseguenze sulla salute, che sono a dir poco allarmanti: l’esposizione prolungata al PM2.5, infatti, è ampiamente associata a malattie cardiovascolari e respiratorie, oltre che a un aumento del rischio di tumori. Secondo l’OMS, infatti, milioni di decessi prematuri ogni anno sono riconducibili proprio all’inquinamento atmosferico.

Serve impegno globale

L’unico modo per sconfiggere l’inquinamento atmosferico è la cooperazione globale. Se alcuni Paesi stanno già investendo nelle energie rinnovabili, limitando l’uso dei combustibili fossili e promuovendo il trasporto sostenibile, gli esperti ricordano che sono necessarie strategie molto più incisive per ridurre i tassi in corso, magari attraverso politiche ambientali più restrittive e, soprattutto, una maggiore sensibilizzazione della popolazione.

inquinamento
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Anche il 2025, quindi, si conferma come un anno piuttosto critico per la qualità dell’aria nel mondo. La sfida che si propone a governi e istituzioni internazionali è dura e richiede soluzioni efficaci nell’immediato per garantire un futuro più sostenibile e proteggere la salute di milioni di persone che, ogni giorno, perdono la vita proprio a causa dell’inquinamento atmosferico.

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