Estate boreale: cos’è e perché bisogna preoccuparsi
Più il cambiamento climatico avanza, più le temperature della cosiddetta estate boreale aumentano. Ma in cosa consiste in questo fenomeno? E soprattutto, perché deve destare preoccupazione?

Negli ultimi anni, il cambiamento climatico ha nettamente cambiato le abitudini di persone, animali, piante ed ecosistema presenti sul pianeta Terra. Tra le varie manifestazioni rientra anche l’incremento delle temperature dell’estate boreale che, nel 2024, hanno segnato un nuovo record – ovviamente negativo. Quella ancora in corso è, infatti, la stagione più calda mai registrata finora, con picchi che hanno influito su economia, ambiente e qualità della vita.
Cos’è l’estate boreale?
Per estate boreale si intende la stagione estiva nell’emisfero settentrionale della Terra, che comprende Asia, Europa, Nord America e parte del Nord Africa. Questo periodo si estende da giugno ad agosto ed è caratterizzato sia da un clima più caldo, sia da condizioni climatiche piuttosto variabili che, di solito, sostengono il turismo e la crescita agricola.
Negli ultimi 10 anni, però, l’estate boreale è diventata sempre più invivibile ed estrema per colpa del cambiamento climatico e, in particolare, per via delle emissioni di gas serra come il metano e il biossido di carbonio. Queste emissioni non fanno altro che intrappolare calore nell’atmosfera e aumentare il riscaldamento globale, il che dà il via a eventi estremi come incendi boschivi, ondate di calore e grandinate, sempre più frequenti, intensi e dannosi.
Dato che questi eventi estremi si presentano con una frequenza sempre maggiore, l’estate boreale è diventata un indicatore critico dei cambiamenti del clima e gli ultimi dati registrati confermano che la situazione sta diventando sempre più preoccupante.
I record raggiunti nell’estate 2024
Veniamo, dunque, ai dati fornito dal Servizio sui cambiamenti climatici di Copernicus (C3S): l’estate boreale 2024 ha segnato un nuovo record mondiale per quanto riguarda la temperatura media, con un aumento di 0,69°C rispetto alla media del periodo 1991-2020 e di 0,66°C rispetto alla media del 2023.
I mesi più caldi mai registrati a livello globale sono stati giugno e agosto e quest’ultimo, in particolare, ha registrato una temperatura media dell’aria superficiale di 16,82°C, superiore di 0,71°C rispetto alla media del periodo 1991-2020 e di 1,51°C rispetto ai livelli preindustriali.
Questo per quanto riguarda l’Italia. Se si allarga lo sguardo all’Europa, la temperatura media di agosto 2024 è stata di 1,57°C superiore rispetto alla media del periodo 1991-2020; a livello continentale, invece, l’estate 2024 è stata più calda di 1,54°C rispetto alla media e ha superato il record stabilito nel 2022.

Conseguenze disastrose
É vero, si ripetono sempre le stesse cose. Ma se “repetita iuvant”, allora è il caso di continuare a insistere. Perché le conseguenze di un’estate boreale così torrida ed estrema non sono solo molteplici, ma anche allarmanti: si passa dalla diffusione di malattie trasmesse da zecche a zanzare all’aumento degli incendi boschivi, senza tralasciare il surriscaldamento delle acque del mare allo sbiancamento della barriera corallina.
Il tempo di attendere e cercare soluzioni è terminato. Adesso è solo tempo di agire.