Esperimento a Procida: liberate zanzare sterili per fermarne la diffusione
Fastidiose e spesso pericolose, le zanzare tigre sono l’incubo estivo degli italiani (e non solo); ecco cosa si sono inventati a Procida per impedirne la diffusione.
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A Procida è avvenuto un fatto molto interessante: un team di ricercatori ha rilasciato zanzare tigre davanti agli occhi dei cittadini senza che nessuno intervenisse, anzi, tra gli applausi generali. Follia? No, si tratta di una strategia per combatterne la proliferazione.
Zanzare tigre sterili contro la diffusione
Le zanzare tigre rilasciare dai ricercatori sono esemplari maschi sterili, allevati in laboratorio e incapaci di riprodursi a seguito di un trattamento a base di raggi X controllati. Ovviamente, gli esemplari femmina non lo sanno, perché non riescono a distinguere i maschi fertili da quelli sterili, ed è proprio su questo che si basa la strategia anti-zanzare messa in atto a Procida.
A spiegarlo è Marco Salvemini, coordinatore del laboratorio di Genetica e Controllo degli Insetti Vettori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Napoli:
Proprio così, saranno competitor degli individui fecondi, portando a un ridimensionamento della capacità riproduttiva della popolazione di zanzare e, ci auguriamo, a una sua eradicazione.
Il progetto si chiama “StopTigre” ed è stato avviato proprio nelle ultime settimane, anche perché la presenza delle zanzare tigre asiatiche è diventato un vero e proprio problema e non solo a Procida; semplicemente, l’isola ha trovato una soluzione efficace che permetterà – almeno si spera – di debellare del tutto l’Aedes albopictus, una vera e propria tortura che i cittadini sono costretti a subire ogni estate.
Tra l’altro, gli esemplari maschi sono incapaci di pungere e, quindi, si rivelano del tutto innocui.
La tecnica dell’insetto sterile (SIT)
Le zanzare tigre in questione fanno parte di una guerra biologica che si avvale della cosiddetta tecnica dell’insetto sterile (SIT), già ampiamente sperimentata in Europa – e per la prima volta sempre a Procida – contro, però, la mosca mediterranea della frutta, la famigerata Ceratitis capitata.
Prima di avviare il progetto, sull’isola è stato compiuto un vero e proprio censimento preventivo, avvenuto con il prelievo di un campione di zanzare tigre tramite “gravitatrappole” diffuse nelle proprietà private dei cittadini. Così facendo, la popolazione ha potuto contribuire attivamente a sbarazzarsi una volta per tutte di questi insetti a dir poco fastidiosi e, in alcuni casi, anche potenzialmente pericolosi.
Per favorire il coinvolgimento della popolazione, decisivo ai fini della riuscita del progetto, stiamo lavorando insieme ad artisti dell’Accademia di Belle Arti, il prof. Franz Iandolo e il suo team del corso di Nuove Tecnologie dell’Arte, con cui abbiamo sviluppato un innovativo approccio multidisciplinare basato su una serie di iniziative di arte relazionale co-create con gli abitanti. Murales, ritratti 3D e una grande festa collettiva hanno consentito di instaurare un rapporto di reciproca fiducia, tradotto nella piena partecipazione dei cittadini al progetto, diventato nel tempo un vero e proprio monitoraggio di comunità.
Spiega Salvemini, sottolineando che il progetto ha l’obiettivo principale di migliorare la qualità della vita delle comunità locali, oltre che di rafforzare il legame e il rapporto di fiducia tra i cittadini e la comunità scientifica.

I risultati delle guerra biologica saranno disponibili a fine settembre e, al momento, tutti incrociano le dita. Che sia la volta buona? E avete fretta di risolvere il problema a casa vostra, ecco le 10 migliori piante antizanzare!