Erosione costiera: dati Osservatorio Ispra sono molto preoccupanti

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

All’interno dell’ultimo rapporto pubblicato dall’ISPRA emergono percentuali preoccupanti che si riferiscono allo stato di erosione costiera nei comuni italiani.

erosione costiera comuni italiani
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I comuni costieri italiani sotto stress a causa del cambiamento climatico e degli interventi operati dagli uomini. E’ questo il dato preoccupante che emerge dall’ultimo rapporto dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Numeri che sottolineano l’urgenza di intervenire al più presto per arginare un fenomeno che rischia di far scomparire chilometri e chilometri di costa.

Erosione costiera: le cause

erosione costiera comuni italiani
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Di cosa parliamo quando parliamo di erosione costiera? In parole povere si tratta di un fenomeno di dissesto idrogeologico che interessa le coste. Esistono due categorie di erosione: quella transitoria e reversibile, solitamente causata dalle mareggiate che trasportano i sedimenti verso il largo, e quella a lungo termine, non associata alla periodicità stagionale ma provocata da una mancanza di equilibrio nel bilancio sedimentario dovuta al trasporto solido litoraneo.

I fattori naturali, come venti, tempeste, correnti, subsidenza del suolo e innalzamento del mare,  hanno un peso primario nel provocare l’erosione, soprattutto nel lungo periodo. Ma sul fenomeno influisce in maniera rilevante anche la mano dell’uomo. Nel corso degli anni, infatti, la costruzione di porti, abitazioni, strutture e infrastrutture ha avuto un impatto devastante per le coste. Tra i fattori antropici vanno anche menzionati il depauperamento dell’apporto di materiale solido dei fiumi, e quegli stessi interventi che dovrebbero rappresentare uno strumento di difesa ma che in molti casi non tengono conto dei danni che possono provocare sull’ambiente emerso e sommerso circostante.

Da molto tempo ormai l’erosione costiera è finita sotto i riflettori di scienziati e istituzioni. Nel 2018, in Italia, il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato la versione 2.0 delle Linee guida nazionali per la difesa della costa dai fenomeni di erosione e dagli effetti dei cambiamenti climatici. Le indicazioni e le buone pratiche evidenziate nel documento, si riferiscono principalmente a quattro aree tematiche:

  • Valutazione dei fenomeni erosivi
  • Gestione degli effetti della dinamica litoranea
  • Interventi e opere per la difesa costiera
  • I depositi di sedimenti relitti

I comuni italiani più a rischio

erosione costiera comuni italiani
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Linee guida che senz’altro torneranno utili alla luce dell’ultimo rapporto realizzato dall’ISPRA che fotografa il livello di erosione nei 644 comuni costieri italiani. Dai dati emerge che 54 comuni hanno visto arretrare il loro tratto di costa di più del 50% dell’intero tratto di competenza. In 22 invece vi è un superamento compreso tra il 50% e il 60% della costa; sono 16 quelli tra 60% e 70%, 8 tra 70% e 80% e 7 tra 80% e 90%. Maglia nera per Rotondella, in Basilicata, unico comune costretto a fare i conti un’erosione diffusa per l’intera lunghezza del tratto costiero. Percentuali che risultano preoccupanti in quanto riferite all’intera costa di ciascun comune, dove sono presenti tratti che, non essendo spiagge, non possono erodersi.

I dati sono aggiornati al 2020 e l’ISPRA sottolinea che:

La nuova versione contiene l’integrazione dell’analisi spaziale rispetto al periodo 2006-2020 per tutto il territorio nazionale ed apporta alcune modifiche di dettaglio che riguardano sia “Linea di Costa”, sia lo strato “Linea di Retrospiaggia”, quella che separa la spiaggia dalla zona retrostante dove comincia la colonizzazione vegetale, oppure dove sono presenti opere antropiche.

Fortunatamente non ci sono soltanto cattive notizie. Gli aspetti positivi sono legati ai 16 comuni che presentano tratti di costa in avanzamento di lunghezza superiore all’80% della costa di competenza. L’elenco comprende: Altidona, Camaiore, Campofilone, Camporosso, Curinga, Grisolia, Mondragone, Montebello Jonico, Numana, Pietrasanta, Porto Viro, Sant’Alessio Siculo, Satriano, Stilo, Viareggio, Villafranca Tirrena.

In conclusione il documento spiega inoltre che:

ISPRA arricchisce ed implementa le coperture pubblicate sul suo Portale delle Coste proprio a supporto della pianificazione e della programmazione, tanto più necessarie oggi, in cui sono ben note le conseguenze sulle coste degli effetti dei cambiamenti climatici (erosione costiera, sfruttamento della “risorsa spiaggia”, artificializzazione delle coste, degrado del paesaggio).

Erosione costiera nei comuni italiani: foto e immagini