Energia pulita: ecco il lato sporco che compromette il territorio in India

Autore:
Fabiola Criscuolo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

La diffusione dell’energia pulita, e quindi di sistemi che la rendano possibile, comporta al tempo stesso un grande accumulo di rifiuti difficili da smaltire. È un esempio il cado dell’India.

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Pannelli, Fotovoltaici
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Eliminare le fonti fossili di energia e puntare su risorse più green e amiche dell’ambiente non è solo un principio, ma anche una necessità per il pianeta. L’utilizzo di sistemi tradizionali provoca un ulteriore riscaldamento terrestre, complice dell’attuale crisi climatica.

È anche vero che, sistemi di energia pulita come ad esempio quella derivante da pannelli fotovoltaici, provoca una necessità di smaltimento di rifiuti da non sottovalutare. Questo, se non eseguito nel modo corretto, rischia di provocare più danni che benefici all’ambiente.

È il caso dell’India dove, con la crescente installazione di impianti solari, si assiste a una sovrapproduzione di rifiuti e rottami che si prevede, dovrebbero aumentare nel tempo, come indicato nello studio del CEEW, The Council on Energy, Environment and Water supportato dal governo indiano.

Energia pulita: la necessità del corretto smaltimento

Rifiuti
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Passare a fonti di energia pulita, quali possono essere quelle derivanti da impianti fotovoltaici e da impianti eolici, richiede al tempo stesso leggi e discipline dettagliate anche sullo smaltimento dei rifiuti.

Parlando in particolare dei pannelli solari, è evidente come questi siano composti da materiali sofisticati, quali vetro, acciaio, silicio e altri materiali rari. Gli stessi inverter sono realizzati con cavi in rame che gestiscono la potenza e i cablaggi. Tutti questi diventano rifiuti pericolosi e dannosi se abbandonati senza un corretto smaltimento.

Il caso dell’India è quello più eclatante. Con l’obiettivo di aumentare significativamente la capacità di produzione di energia solare entro il 2030, sì è andati incontro a un aumento dei parchi fotovoltaici e al ricollocamento di molti di questi in parchi eolici. Proprio i rifiuti derivanti da questa trasformazione sono i principali attori di un inquinamento senza precedenti. Sebbene i numero siano già elevati, si prevede infatti un aumento esponenziale dei rifiuti associati, con stime che superano i 19 milioni di tonnellate entro il 2050.

Secondo la normativa vigente, la responsabilità dello smaltimento dei rifiuti solari ricade principalmente sulle aziende private che gestiscono gli impianti, ma la mancanza di attuazione e la presenza di pratiche illegali complicano la situazione. Nonostante i regolamento esistenti che impongono alle aziende il corretto smaltimento dei rifiuti solari, la logistica e i costi associati rappresentano sfide significative, portando a pratiche illegali e accumuli di rifiuti non trattati. I parchi sono infatti molto distanti e difficili da raggiungere in modo agile, condizioni che favoriscono l’abbandono dei rifiuti.

Lo smaltimento illegale

Smaltimento, Rifiuti
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Dilaga così lo smaltimento illegale dei rifiuti solari, che minaccia di diventare un problema ambientale di vasta portata, non solo del territorio dell’India. Queste pratiche potrebbero infatti mettere in discussione il potenziale delle energie rinnovabili nel ridurre l’impatto ambientale rispetto alle fonti energetiche tradizionali come il carbone.

Diventa quindi cruciale non solo ampliare i parchi fotovoltaici, e più in generale passare all’energia pulita, ma anche affrontare efficacemente il problema dei rifiuti da impianti solari, per garantire che l’energia rinnovabile giochi un ruolo positivo nella transizione verso un’economia più sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Energia pulita: immagini e foto

Il passaggio a un’energia più sostenibile deve seguire al tempo stesso un iter di smaltimento dei rifiuti adeguato. Il caso dell’India ci mostra infatti come, senza una rigida attuazione delle normative, si vanifica tutta la transizione.

 

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