Allarme gas serra: già nel 2030 supereremo la soglia di 1,5°

Le emissioni di gas serra derivanti da fonti fossili sono aumentate a dismisura nel 2023 e adesso c’è il rischio di superare definitivamente nel 2030 la soglia di 1,5°. 

gas serra 2030
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Nel 2023 le emissioni derivanti dalle fonti fossili sono aumentate dell’1.1% rispetto allo scorso anno. Una percentuale pari a 36,8 miliardi di tonnellate riversate nell’ambiente. Procedendo di questo passo sforeremo definitivamente la soglia di 1,5° già nel 2030.

Allarme gas serra: già nel 2030 supereremo la soglia di 1,5°

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Mentre nel corso della Cop28 il padrone di casa e presidente del summit Al Jaber dichiara, per poi ritrattare, che senza il contributo del petrolio torneremo nelle caverne, il Pianeta si avvicina velocemente verso il punto di non ritorno a causa delle emissioni antropiche di gas climalteranti.

L’allarme arriva direttamente dall’ultimo rapporto realizzato dal Global Carbon Project,  pubblicato sulla rivista Earth System Science Data. Nel documento si scopre che durante quest’anno l’emissioni derivanti da fonti fossili sono aumentate dell’1,1% rispetto al 2022. Un percentuale che equivale alla bellezza di 36,8 miliardi di tonnellate di gas nocivi riversati nell’aria.

Impressionante il dato complessivo riguardante la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, che nel 2023 ha fatto registrare una media di 419ppm. Negli “ultimi” 800mila anni non era mai successo che la CO2 superasse quota 300 parti per milione.

Analizzando il contributo all’emissioni di ogni singolo settore, spicca in maniera rilevante quello portato in dote dai trasporti aerei e navali, che nel corso di quest’anno sono salite dell’11,9%, contribuendo a liberare nell’atmosfera 1,2 Gt di anidride carbonica. In ribasso, anche se non di molto,  le emissioni che derivano dai cambiamenti di uso dei suoli (LULUCF). Negli ultimi dieci anni la media annuale si è attestata sulle 4,7 GtCO2 mentre invece quest’anno dovrebbe interrompersi a 4 GtCO2. A causa di un’annata particolarmente infelice si è innalzato anche il contributo derivante dalle emissioni degli incendi. Infine, un altro grave danno è causato dalla deforestazione che continua a imperversare senza freni soprattutto in Brasile, Repubblica Democratica del Congo e Indonesia.

Aumento record da parte dell’India

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Confrontando questi dati con quelli relativi al periodo pre-pandemico, si evidenzia un aumento dell’1,4% dell’emissioni di gas serra globali. Dal punto di vista geografico il maggior contributo è arrivato da Cina,+4%,  equivalente a 12 GtCO2, e, soprattutto, India, +8,2%, pari a 3,1 GtCO2. Numeri che, al di là delle apparenze, stanno a significare che l’India inquina, in proporzione, più del doppio rispetto alla Cina. Segnali di speranza arrivano invece da parte dell’Europa, che diminuisce la sua percentuale di emissioni del 7,4%, e dagli Stati Uniti che fanno registrare un calo del 3%. Notizie confortanti che sottolineano senz’altro comportamenti virtuosi ma, nello stesso tempo, non devono coincidere con un abbassamento della guardia.

Infatti, se l’andamento dell’emissioni globali continuerà a crescere, c’è il rischio concreto di superare definitivamente nel 2030 la soglia di 1,5° stabilita dall’Accordo di Parigi.

Gli impatti del cambiamento climatico sono evidenti ovunque attorno a noi ma gli sforzi per ridurre le emissioni di anidride carbonica dai combustibili fossili restano terribilmente lenti. E’ ormai inevitabile che sforeremo l’obiettivo di Parigi di un grado e mezzo. I leader riuniti nella Cop28 dovranno accordarsi su tagli rapidi alle emissioni da combustibili fossili per restare nel limite dei 2 gradi

ha spiegato Pierre Friedlingstein, coordinatore del rapporto realizzato dal Global Carbon Project.

Allarme emissioni gas serra: foto e immagini