Emergenza clima: i ricchi sanno, ma non cambiano vita

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 4 minuti

Uno studio condotto nel Regno Unito parla chiaro: i cosiddetti ricchi, pur riconoscendo l’emergenza della crisi climatica, ammettono di non aver modificato di una virgola il loro stile di vita.

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Photo by paulohabreuf – Pixabay

Evviva la contraddizione, soprattutto quella dimostrata dai benestanti britannici. Se sulla carta riconoscono che la crisi climatica sia una vera e propria emergenza, a livello pratico non fanno nulla per cambiare le cose. Continuano a inquinare, a comprare troppo e a non rinunciare ai vari lussi (come i jet privati) che rientrano tra i principali inquinanti a livello mondiale.

Ricchi fuori, poveri dentro

Questa “double-face” dei ricchi britannici è emersa da uno studio che ha indagato le loro abitudini proprio in merito alla questione ambientale, pubblicato poi su Plos Climate. Il team di ricerca dell’Università di Bath ha dichiarato che il loro obiettivo finale era comprendere se le persone che inquinano di più siano disposte a compiere delle rinunce per il bene comune.

Ma non solo, perché proprio le persone benestanti potrebbero fare tantissimo per il Pianeta, così come sottolineato da Bath Hettie Moorcroft, a capo del lavoro:

Gli individui più ricchi hanno un’opportunità unica, e la responsabilità, di avere un impatto significativo sull’ambiente. La nostra ricerca mostra in che modo le persone ricche contribuiscono ai cambiamenti climatici al di là dei loro consumi, ma mostra anche come le loro capacità potrebbero essere sfruttate per avviare un veloce cambiamento.

La ricerca

Per condurre lo studio, i ricercatori hanno preso in considerazione persone di condizioni differenti, anche in base allo status lavorativo, ma in ogni caso con un reddito superiore alle 100-150mila sterline all’anno. Il campione analizzato è davvero piccolo, circa 40 benestanti su un migliaio di persone, ma i dati emersi sono risultati particolarmente interessanti:

  • sono disposti ad adottare tecnologie green, che si tratti di una macchina o di pannelli solari;
  • sono più consapevoli, rispetto a molti altri, che sia necessario intervenire con urgenza per far fronte al cambiamento climatico;
  • affrontano molto più spesso l’argomento clima in occasione di conversazioni di gruppo;
  • si dichiarano pro-politiche che fanno luce sulle questioni ambientali;
  • sono maggiormente disposti a valutare l’impatto ambientale di un oggetto quando devono cambiarlo, nonostante lo facciano fin troppo spesso.

Detta in questi termini, sembrerebbe che questi ricchi non siano poi così male; eppure non è tutto oro ciò che luccica.

Non sanno quello che fanno

Proprio sui consumi eccessivi si concentra il vero e proprio problema: tra spostamenti poco sostenibili a bordo di aerei privati e la scarsa propensione a modificare il proprio stile di vita, i benestanti britannici dimostrano una profonda incoerenza tra quanto dichiarato e quanto siano, in realtà, disposti a fare a favore dell’ambiente.

Secondo gli studiosi si tratta di una “dissonanza cognitiva”: i ricchi hanno pochissima consapevolezza di quanto le loro azioni possano impattare sull’ambiente, anche perché si frequentano tra loro e condividono abitudini considerate normali.

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Photo by Kim_R_Hunter – Pixabay

Se aprissero più gli occhi e meno il portafogli, proprio i ricchi potrebbero dare una svolta decisiva alla situazione attuale e ridurre notevolmente l’inquinamento che invade l’intero Pianeta. Dovrebbero eleggersi a influencer, per influenzare positivamente i cittadini e spingerli verso un’economia più sostenibile e contro il cambiamento climatico; ma forse è una sfida fin troppo ambiziosa.

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