El Niño sta arrivando: la proposta per limitarne gli effetti è sorprendente

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Erika Fameli
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El Niño sta arrivando: l’Organizzazione Meteorologica Mondiale lo ha confermato, e rischia di essere uno dei fenomeni più forti mai registrati nella storia. Per ridurne l’impatto sui territori uno studio dell’Università della California suggerisce di sbiancare le nuvole: ecco come e perchè.

Nuvole, Bianche
Photo by ELG21 – Pixabay

Il Super El Niño è il fenomeno più chiacchierato del momento, e anche il più temuto. L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha infatti confermato il suo arrivo imminente e la sua potenza, in grado di ridisegnare completamente la mappa degli eventi meteo di tutto il mondo:

  • le precipitazioni,
  • le temperature,
  • gli eventi estremi.

Con molta probabilità, l’evento climatico attualmente in corso nel Pacifico equatoriale raggiungerà un’intensità eccezionale entro la fine dell’anno, e in tutto il mondo si cercano soluzioni per contrastarne l’impatto. Un team di ricerca dell’Università della California, per esempio, suggerisce di sbiancare le nuvole per ridurre fino al 60% gli effetti distruttivi del fenomeno: ecco come fare e perchè.

El Niño sta arrivando

Nuvole, Bianche
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Non ci sono dubbi riguardo l’arrivo del Super El Niño, bisogna solo attendere che si scateni, e in alcune aree del Pianeta i primi sintomi si iniziano già a vedere. Nel frattempo, recenti studi di ingegneria sulla manipolazione del clima terrestre stanno tentando nuovi approcci per contrastare il riscaldamento globale. I risultati fanno ben sperare, e una tecnica chiamata Marine Cloud Brightening consente di rendere le nuvole più brillanti sopra l’oceano, rinfrescando l’acqua e bloccando sul nascere gli effetti climatici devastanti del fenomeno. Per riuscirci, delle navi speciali spruzzano nell’atmosfera microscopiche particelle di sale estratto direttamente dall’acqua dell’oceano, e queste agiscono come calamite per il vapore acqueo, generando goccioline più piccole, fitte e dense.

Così facendo, le nuvole risultano più bianche e iniziano a fungere da specchio, riflettendo la luce solare nello spazio prima ancora che riesca a riscaldare l’oceano. A parlare di questo approccio è uno studio pubblicato su Science Advances e guidato da Jessica Wan: si tratta di una tecnica che potrebbe mitigare la portata di El Niño fino al 60%, portando enormi vantaggi nelle zone più colpite sia in termini di vite umane che di danni risparmiati.

Una tecnologia innovativa

Nuvole, Bianche
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La novità di questa tecnica sta nell’approccio, poichè anzichè provare a raffreddare il Pianeta in modo permanente, interviene solo nel Pacifico e solo nei 9 mesi precedenti al Super El Niño. Per ora i ricercatori hanno simulato il meccanismo al computer, e i risultati sono positivi: raffreddare artificialmente quella specifica porzione di oceano eviterebbe il picco anomalo di calore dell’acqua, che alimenta il fenomeno. Temperature superficiali più basse rafforzerebbero gli alisei, che spingerebbero quindi l’acqua a occidente, richiamando acqua fredda dalle profondità marine a oriente. Si innescherebbe, quindi, un circolo vizioso in grado di smorzare l’intero ciclo di El Niño e di ridurre l’intensità sia della siccità che delle alluvioni in tutto il mondo.

Questo intervento impedirebbe sul nascere l’innesco dell’effetto domino, ma è effettivamente realizzabile? La missione richiederebbe circa 2.400 navi automatiche e una tecnologia di nebulizzazione millimetrica ad oggi non ancora disponibile. Inoltre, modificare artificialmente la pressione e le temperature del Pacifico rischia di innescare effetti collaterali imprevedibili in altre aree della Terra: alterazioni monsoniche in Asia o ondate di calore anomale sull’Europa o sull’Asia settentrionale. L’idea, però, rimane valida, e seguiranno approfondimenti e ulteriori studi.

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