Droghe in Europa: lo studio shock su acque reflue di 128 città

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Uno studio condotto dal gruppo europeo Score (Sewage Analysis CORe group Europe) in collaborazione con l’Euda (European Union Drugs Agency), dal titolo “Wastewater analysis and drugs – a European multi-city study”, su campioni di acque reflue in 128 città europee ha fornito un quadro dettagliato sulle abitudini di consumo di droghe nel continente, con risultati spiazzanti.

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Negli ultimi anni, il monitoraggio delle acque reflue è diventato uno strumento sempre più utile nel tracciare il consumo di droghe nelle grandi città; si tratta, infatti, di un metodo che consente di rilevare la presenza di sostanze stupefacenti tramite i residui metabolici eliminati con le urine e immessi nei sistemi di depurazione. E quest’ultima indagine, condotta in oltre 100 località europee, ha confermato l’ampio consumo di cocaina, anfetamine, metanfetamine ed ecstasy.

La cocaina è la droga più diffusa

Stando ai dati raccolti, la cocaina è la droga più diffusa nelle principali città dell’Europa occidentale e meridionale, con campioni ad alte concentrazioni rinvenuti in Paesi come Belgio, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito. Il consumo pare essere legato a un uso ricreativo, con picchi prevalenti nei fine settimana.

Diversamente, le anfetamine sono maggiormente presenti nei Paesi del nord Europa, come Svezia e Finlandia, dove il consumo di queste sostanze è storicamente radicato. A sorprendere gli esperti è stato, però, l’aumento delle metanfetamine, droghe tradizionalmente diffuse in Europa centrale e attualmente di tendenza in Paesi dove il consumo era notevolmente basso.

Le analisi compiute hanno, inoltre, fornito differenze significative tra i giorni della settimana: se i livelli di cocaina ed ecstasy aumentano nel weekend, sottolineando il legame con la vita mondana, anfetamine e metanfetamine si distribuiscono in modo più uniforme, suggerendo un uso più continuativo e, forse, legato al fatto che diano maggiore energia e resistenza in ambito sociale e lavorativo.

L’uso di droghe cambia anche in base alle regioni di riferimento: oltre alla maggiore diffusione di cocaina nei Paesi meridionali e occidentali, è emerso anche un aumento delle anfetamine in città con livelli storici molto più bassi. Si suppone che il motivo risieda nella maggiore accessibilità alla sostanza, oppure all’introduzione di nuove rotte di traffico illecito.

L’importanza della acque reflue

L’analisi delle acque reflue è uno strumento sempre più prezioso per ottenere dati certi e affidabili, molto più dei classici sondaggi proposti alla popolazione; se i questionari, infatti, possono essere influenzati da fattori soggettivi o dalla reticenza degli intervistati, il monitoraggio delle acque reflue restituisce un quadro sicuramente oggettivo e dettagliato sul consumo effettivo di droghe.

Grazie a questo approccio è, quindi, possibile individuare le tendenze emergenti e facilitare l’adozione di strategie di contrasto più efficaci da parte delle forze dell’ordine e delle autorità sanitarie. Per questo gli esperti sottolineano l’importanza di questi studi, che consentono di comprendere meglio il fenomeno e combatterlo al meglio.

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Con il consumo di sostanze in costante evoluzione, il monitoraggio delle acque reflue si conferma uno strumento essenziale per comprendere e contrastare il fenomeno delle droghe in Europa e, al contempo, salvaguardare la salute ambientale.

Acque reflue e consumo di droghe: l’analisi in Europa: foto e immagini