DNA dei funghi per comprendere la biodiversità: i dati dello studio

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 4 minuti

Un nuovo studio dell’Università di Jyväskylä, in Finlandia, raccoglie dati della biodiversità di varie aree a partire dai funghi.

Funghi
Photo by adege – Pixabay

L’Università di Jyväskylä, in Finlandia, ha pubblicato uno studio sulla rivista Nature lo scorso 10 luglio. Nello studio, si cerca di mappare la vasta distribuzione del regno dei funghi a partire da campioni di aria di diverse zone del pianeta. Allo studio hanno partecipato anche i ricercatori dell’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Firenze (CNR-IRET) e il Centro Italiano sulla Biodiversità (NBFC).

Per svolgere le proprie indagini, il team di ricercatori ha mappato l’aria intorno alle zone prese in esame. Così facendo, sono riusciti a prelevare il DNA dei funghi per poter analizzare la loro dinamica spaziale e stagionale.

Il processo di campionamento dello studio

Funghi
Photo by adege – Pixabay

Lo studio prende in considerazione un’area molto vasta: ben 47 luoghi all’aperto in tutto il mondo. Infatti, il campionamento è stato prelevato in località di diverse zone climatiche. Nella zona tropicale e subtropicale, i campioni provengono dalle Hawaii, dal Sudafrica e dal Giappone; il continente europeo e l’Australia hanno provveduto ai campioni provenienti dalla zona temperata; per quanto riguarda, infine, la regione polare, i dati sono stati prelevati da Alaska, Groenlandia, Isole Svalbard e Siberia.

Il contributo dei ricercatori del CNR-IRET (Luigi Paolo D’Acqui e Stefano Ventura) ha riguardato l’area dell’arcipelago delle Svalbard. Sul territorio, i funghi rappresentano una componente fondamentale per l’ecosistema terrestre e la loro biodiversità ha un ruolo di particolare importanza nel mantenimento dell’equilibrio. Luigi Paolo D’Acqui spiega:

Grazie al supporto offerto dalla base Dirigibile Italia del CNR, che si trova nella località di Ny-Ålesund nelle isole Svalbard, abbiamo potuto estendere i campionamenti alle regioni più settentrionali del pianeta, ancora poco indagate da questo punto di vista. Si conosce ancora solo una piccola frazione della diversità della natura e della ricchezza di specie, soprattutto quando si tratta di funghi, che contano milioni di specie ancora sconosciute.

I risultati dello studio e il suo lascito per il futuro

Funghi
Photo by adege – Pixabay

I risultati della ricerca sono d’importanza non indifferente, se si pensa quanto ancora ne sappiamo poco sul regno dei funghi. Infatti, grazie a questo studio, non solo ci sono nuove conoscenze per quanto riguarda i fattori climatici ed evolutivi che influenzano la presenza e la variazione stagionale di funghi già noti, ma sono state acquisite informazioni su nuove specie. Stefano Ventura ha dichiarato:

Questa tecnica di campionamento ci ha permesso di arricchire l’attività di biomonitoraggio, anche nell’ottica di prevedere l’evoluzione della biodiversità nei prossimi anni: oggi è stata applicata ai funghi, ma potenzialmente si presta ad applicazioni ad altri gruppi di microrganismi, come batteri o cianobatteri, aprendo prospettive entusiasmanti per comprendere la loro distribuzione globale e prevedere quantitativamente le loro dinamiche di diversità, così come le possibili perdite di diversità.

Questo studio rappresenta, quindi, un modello per il futuro del monitoraggio della biodiversità e degli ecosistemi, consentendo l’acquisizione di informazioni preziose per la salvaguardia della natura. Insieme allo sviluppo di nuovi modelli statistici, metodi bioinformatici e di intelligenza artificiale, la mappatura della distribuzione dei gruppi di microrganismi consentirà di fare previsioni accurate sulla biodiversità e sui cambiamenti degli ecosistemi globali.

Funghi: foto e immagini