Disboscamento e climate change sono un pericolo per gli uccelli montani
Una recente indagine ha messo in evidenza gli effetti minacciosi di disboscamento e climate change per gli uccelli montani situati nella zona dell’Himalaya orientale.
Guarda il video

Il disboscamento delle foreste e il cambiamento climatico sono un pericolo per le comunità di uccelli nelle montagne tropicali. A rivelare questo preoccupante scenario è stato lo studio “Bird communities in a selectively logged tropical montane forest are dominated by small, low-elevation species”, effettuato da un gruppo di ricercatori del Centre for Ecological Sciences dell’Indian Institute of Science (CES – IISc), e pubblicato successivamente su Global Ecology and Conservation.
Disboscamento e climate change sono un grave minaccia per gli uccelli

Il team di ricercatori ha acquisto i dati esplorando la zona dell’Himalaya orientale, precisamente nell’Eaglenest Wildlife Sanctuary dello Stato dell’Arunachal Pradesh. In quest’area, che fino al 2022 è stata sotto attacco a causa del disboscamento selvaggio, vivono oltre 500 specie di uccelli. Per realizzare lo studio è stato prezioso anche il supporto delle comunità locali, come sottolineato da Ritobroto Chanda, ex project associate al CES – IISc:
Anche il sostegno delle comunità locali è fondamentale per portare avanti tali studi. Devi stare in un santuario della fauna selvatica senza strade asfaltate, senza elettricità e senza un posto dove stare. Portiamo con noi il cibo, cuciniamo ogni giorno, allestiamo un accampamento improvvisato e ci spostiamo, e senza il sostegno della gente non è davvero possibile continuare a lungo così.
Per raggiungere il proprio scopo il gruppo di ricerca sistemava quotidianamente delle reti grazie al quale era possibile catturare più uccelli possibili. La fase successiva consisteva nel pesare ed etichettare gli esemplari intrappolati, che poi venivano liberati istantaneamente. In tutto sono stati esaminati 6.189 individui di 130 specie diverse.
Nell’analisi finale sono invece rientrati “soltanto” 4.801 insettivori del sottobosco, appartenenti a circa 61 specie. I ricercatori hanno infatti preferito concentrare la loro attenzione su questi uccelli a causa delle loro nicchie ecologiche ben definite, che permettono di disporre di dati scientifici più rilevanti. Dall’indagine sono state escluse le specie rare, per scongiurare la possibilità di un’alterazione del quadro generale.
Necessario custodire le foreste primarie

Il risultato finale ha messo in evidenza gli effetti negativi del disboscamento e del cambiamento climatico sulla sopravvivenza delle specie.
Nel dettaglio gli studiosi hanno affermato che:
Il disboscamento può portare alla perdita di specie di grandi dimensioni, vecchie e dipendenti dalla crescita, e a una diminuzione della biodiversità complessiva. Gli insettivori del sottobosco, che spesso si trovano solo in nicchie specifiche, sono influenzati negativamente dal disboscamento e mostrano forti diminuzioni numeriche. Le foreste disboscate hanno anche una minore densità di insetti che vivono nel fogliame, riducendo la disponibilità di risorse per gli uccelli. Poiché le specie di grandi dimensioni hanno un fabbisogno energetico più elevato, questo riduce in modo sproporzionato l’abbondanza di specie di grandi dimensioni.
Per salvaguardare gli uccelli, che tendono a spostare il proprio habitat verso l’alto in risposta al cambiamento climatico, è fondamentale proteggere le foreste primarie che fungono da contraltare agli effetti devastanti del climate change.
I gestori del disboscamento dovrebbero garantire che le foreste indisturbate sui grandi dislivelli siano protette. Questo consentirà alle specie di spostare i loro areali verso l’alto in risposta al cambiamento climatico e di riuscire a sopravvivere. Se le specie incontrano foreste degradate mentre si spostano verso l’alto, alcune specie molto probabilmente si estingueranno localmente
ha spiegato Umesh Srinivasan, un altro degli autori dello studio.